LA TUTELA DELL’AMBIENTE ENTRA NELLA COSTITUZIONE ITALIANA: LE NOVITA’ INTRODOTTE DALLA RIFORMA DEL 2022.

4 Aprile 2022

Lexchance. La tutela dell’ambiente entra nella Costituzione italiana.

Con 468 voti a favore, 1 contrario e 6 astenuti, la Camera dei deputati ha concluso, l’8 febbraio 2022, l’iter di approvazione della Legge costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2022, che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, al fine di introdurre nella nostra Carta fondamentale la tutela dell’ambiente.

Una riforma epocale, i cui contenuti innovativi e tempi record di conclusione restituiscono il forte consenso che ha guidato il nostro Parlamento nella sua approvazione.

Le modifiche apportate agli artt. 9 e 41 della Costituzione.

Per la prima volta nella storia repubblicana viene modificato uno degli articoli che enunciano i principi fondamentali della Costituzione, ossia l’articolo 9: al testo originario, che imponeva la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della nazione, è stato aggiunto un terzo comma, che prevede che la Repubblica “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

La modifica all’articolo 41, invece, introduce due nuovi limiti all’iniziativa economica pubblica e privata, oltre a quelli già previsti della sicurezza, della libertà e della dignità umana: la salute e l’ambiente, che diventano, quindi, paradigmi da tutelare da parte dell’economia.

La nuova formulazione dell’articolo 41 prevede, inoltre, che le istituzioni possano orientare l’attività economica pubblica e privata non soltanto verso fini sociali, ma anche verso fini ambientali.

Verso l’abbandono di una prospettiva meramente antropocentrica. 

Le modifiche introdotte si inseriscono nel trend avviato già da diversi anni nell’ambito dell’Unione europea, consolidatosi anche grazie all’intervento di importanti sentenze della nostra Corte costituzionale, e sono fortemente innovative per l’assetto costituzionale e legislativo italiano.

Con questa riforma, infatti, l’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi e gli animali non solo sono considerati beni oggetto di tutela costituzionale, ma sono elevati al rango di valori primari, dotati di una dignità autonoma e, pertanto, considerati meritevoli di essere tutelati in quanto tali e non solo come strumenti o risorse a servizio dell’umanità.

Naturalmente, la modifica legislativa non è un punto d’arrivo, ma una tappa verso l’evoluzione del diritto e, soprattutto, verso un reale cambiamento nell’operato sia delle istituzioni che dei privati: l’impatto innovativo dipenderà anche dalle interpretazioni ed applicazioni di tali norme che gli operatori del diritto adotteranno in concreto nel prossimo futuro.

 

avv. Luna Ambrosino  Autrice Avv. Luna Ambrosino

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