Impatto del COVID-19 sul mondo dello sport

Il contesto:

L’unicità e la gravità del momento storico che stiamo attraversando sta causando imprevedibili conseguenze in tutti gli ambiti della società contemporanea, compreso il mondo dello sport. In particolare, la rapida successione degli eventi e dei conseguenti decreti non lascia molto tempo per ragionare sulle misure da adottare per arginare la crisi. L’emergenza Coronavirus è un evento imprevedibile e, per ora, fuori dal controllo dei legislatori, che stanno tentando di misurarsi con questa “forza maggiore”.

La crisi di liquidità che deriva dagli eventi degli ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti. Molte attività commerciali sono state costrette a chiudere da un giorno all’altro e questo ha generato un effetto a catena da cui nessuna realtà è esclusa. Anche il mondo sportivo ha realizzato che delle misure devono essere necessariamente prese per arginare i danni dell’emergenza COVID-19.

Il comma 2 dell’art.1 del DPCM del 1 aprile recita: “sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Sono sospese altresì le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo”, il che implica che il legislatore debba proporre e implementare misure aggiuntive agli strumenti del nostro Codice Civile per la risoluzione dei contratti o per la loro modifica.

Misure del Governo

Nel Decreto definito “Cura Italia” sono presenti alcune misure a sostegno di imprese e lavoratori che includono anche le professioni dello sport, non solo a favore dell’associazionismo sportivo e degli impianti pubblici, ma anche per assistere istruttori, allenatori e collaboratori che lavorano all’interno delle associazioni sportive.

Tra queste misure la cassa integrazione in deroga prevista per i lavoratori dipendenti e l’indennità pari a 600 euro per autonomi e collaboratori delle società sportive, delle associazioni non professionistiche e degli enti di promozione sportiva.

Inoltre, come previsto, sono sospesi i versamenti delle ritenute, i contributi previdenziali e i premi assicurativi fino al 31 maggio 2020 e i versamenti relativi ai periodi precedenti sono esenti da sanzioni e interessi e possono essere soggetti a rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili a decorrere dal mese di giugno 2020.

La terza misura straordinaria inclusa nel decreto riguarda i canoni di locazione e concessori degli impianti sportivi dello Stato o degli enti territoriali, che sono sospesi fino al 31 maggio 2020 sia per le società sportive professionistiche, sia per quelle dilettantistiche.

Calcio

Il mondo del calcio oscilla tra le due possibili vie da intraprendere a questo punto dell’anno. La stagione 2019/20 potrebbe infatti slittare di qualche mese oppure essere sospesa definitivamente.

La situazione non si prospetta rosea in nessuno dei casi, poiché se tutto dovesse slittare ai prossimi mesi, quindi oltre il 30 giugno, sorgerebbe il problema delle scadenze di quasi tutti i contratti che sono stipulati secondo le date convenzionali della stagione. Non si parlerebbe solo di quelli dei calciatori, ma anche degli allenatori, dei collaboratori, dei dirigenti, degli analisti sportivi con contratto di durata annuale e quindi con scadenza al 30 giugno. Il vero corto circuito avverrebbe però per un’altra ragione: ovvero che anche molti dei contratti non strettamente sportivi, quindi quelli di sponsorizzazione, di partnership e alcuni dei contratti con i fornitori hanno la medesima scadenza. Questo significa che nell’evenienza di uno slittamento deciso dalla FIGC, solo i contratti sotto la giurisdizione sportiva avrebbero motivo di essere prolungati, mentre quelli relativi ad altri rapporti, ad esempio i contratti di sponsorizzazione, così come quelli regolati dalle leggi dello Stato, non sarebbero inclusi nella decisione, creando una discrepanza significativa tra i due aspetti.

Lo stesso discorso di giurisdizione vale per i contratti che regolano i “prestiti” di giocatori, poiché gli accordi tra la società prestante e la nuova società hanno valore giuslavoristico e civilistico, quindi la Federazione non potrebbe intervenire su questo tipo di contrattualistica senza una struttura standard proposta dal legislatore e senza una normativa per lo meno europea, nel caso i prestiti siano effettuati tra società di stati diversi.

Anche se la stagione 2019/20 venisse sospesa definitivamente, i prestiti risulterebbero un problema, poiché alcuni di quelli con obbligo di riscatto in caso di raggiungimento di determinati obiettivi sportivi potrebbero non diventare acquisti a titolo definitivo a fine stagione non perché le performance degli atleti non siano state soddisfacenti ma per la chiusura improvvisa e anticipata della stagione.

Intanto le società, sia in Italia sia all’estero, si stanno attrezzando per ridurre i costi e arginare la crisi economica. Uno degli strumenti usati è la riduzione della retribuzione dei calciatori e dei manager, che però presenterebbe dei limiti se si volesse allargare la misura ad altre categorie di dipendenti con un guadagno molto minore rispetto, ad esempio, a quello di Cristiano Ronaldo. Il Barcellona nel frattempo ha scelto di mettere tutti i tesserati del club polisportivo in una sorta di cassa integrazione, che dovrebbe riguardare solo il 5% dello stipendio base.

Lodevole l’atteggiamento di alcuni calciatori che, comprendendo la drammaticità -anche economica- del momento, hanno deciso di ridurre o rinunciare volontariamente a parte (anche considerevole) del proprio guadagno per destinarlo all’integrale pagamento dei salari dei dipendenti delle società.

In questo clima di incertezza, sono molti gli stadi nel mondo che hanno iniziato la momentanea riconversione in ospedali da campo o in centri di distribuzione: il Principality Stadium di Cardiff, gli stadi del Watford, del Liverpool, del Manchester City, del Chelsea e del Tottenham in Inghilterra, il Bernabeu in Spagna, il Maracanà di Rio e presto anche uno stadio argentino potrebbe mettersi al servizio della lotta al Coronavirus.

A non essersi fermate, in questo settore, sono le attività di contorno: corrono veloci, dunque, le proposte e le offerte relative al calciomercato, sulle quali si può già ampiamente discutere. Evidentemente, le scelte delle squadre in questo periodo, potranno incidere anche sulle volontà dei calciatori relative ai rinnovi contrattuali.

Tennis

Anche i famosi Flushing Meadows, dove si gioca l’Us Open di tennis, stanno attrezzando alcune strutture per ospitare ospedali temporanei. Ad oggi sono stati annullati tornei in Italia, negli States, in Francia, in Inghilterra, in Slovacchia, in Germania fino a quelli previsti a fine giugno. I suddetti tornei si giocheranno tutti nel corso del 2021 per proteggere la salute di tennisti, spettatori, tecnici e giornalisti.

Basket

Se per tutte le categorie minori i campionati si sono fermati definitivamente come conseguenza dei decreti ministeriali emanati per l’emergenza Covid-19, ha fatto attendere la decisione relativa alla serie maggiore.

E’, infatti, solo del 7 aprile il Comunicato del Presidente Federazione Italiana Pallacanestro, Giovanni Petrucci secondo cui “considerata la determinazione della LBA di demandare ogni e qualsivoglia decisione in merito alla chiusura anticipata della stagione 2019/2020 e sentito per le vie brevi il Consiglio Federale, dichiara concluso il Campionato di Serie A. Tale decisione è stata presa a seguito della perdurante emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale. La FIP è determinata a tutelare la salute di atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, di tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle gare dei campionati e delle loro famiglie.”

Immediatamente successivo è stato lo stop anche del campionato della serie A2.

Nonostante tali notizie, tuttavia, la Federazione non ha ancora comunicato come verranno determinate le promozioni e le retrocessioni. Senza alcun dubbio, a nessuna delle squadre della seria maggiore verrà assegnato lo scudetto relativo alla stagione ormai conclusa.

Il termine anticipato del campionato maggiore, tuttavia, potrebbe comportare per alcune società attualmente in serie A ma con meno possibilità, la necessità di richiedere l’auto retrocessione in A2 a causa dei problemi economici causati dalla crisi sanitaria e dalla interruzione della stagione. Nel basket l’auto retrocessione non è un fenomeno poco comune, perché non tutte le squadre possono sostenere gli stessi standard economici, però sarebbe insolito che si dovesse ricorrere a questo strumento ad un livello alto come quello della serie A.

All’estero, nel frattempo, Adam Silver ha imposto ai top manager dell’NBA un taglio del salario pari al 20% (compreso il suo) per poter continuare a pagare i dipendenti durante la crisi del Coronavirus.

Automobilismo

Per quanto riguarda la Formula 1, la pandemia ha causato l’annullamento dei primi otto Gran Premi del 2020 e i prossimi potrebbero subire lo stesso trattamento. A questo punto, i team iniziano a prendere dei provvedimenti e il primo ad adeguarsi alle conseguenze economiche causate dal Coronavirus è McLaren, che si è mosso decurtando gli ingaggi dei pochi dipendenti che resteranno in servizio e mettendo in cassa integrazione o in congedo forzato gran parte dei lavoratori.

Olimpiadi di Tokyo

Lo scorso 24 marzo, il Presidente del CIO e il Primo Ministro del Giappone hanno analizzato la situazione e dichiarato che i giochi olimpici 2020 saranno riprogrammati entro l’estate 2021, per proteggere gli atleti, i partecipanti e la comunità internazionale.  Non è la prima volta che Tokyo si vede costretta a rinunciare, sebbene temporaneamente, alle Olimpiadi: i giochi previsti nel 1940 furono infatti annullati a causa della seconda guerra Sino-Giapponese.

Precedentemente all’annuncio, Thierry Sprunger aveva rilasciato delle dichiarazioni relative alle conseguenze di un annullamento dell’appuntamento giapponese: far saltare i giochi, aveva predetto, avrebbe causato un danno da circa tre miliardi di dollari, poiché avrebbe influenzato i contratti degli atleti, i contratti di sponsorizzazione, i contratti TV e l’organizzazione del Comitato Olimpico Internazionale. Aveva inoltre spiegato che sono poche le federazioni internazionali indipendenti economicamente: il calcio, il tennis, il basket, la pallavolo e poche altre, mentre il resto fa più affidamento sui proventi dei giochi olimpici. L’altro aspetto economico importante è il finanziamento da parte del CIO dello sport nei paesi in difficoltà, che non sarà possibile erogare senza i contributi ottenuti dallo svolgimento dei Giochi. Esiste un’assicurazione sull’annullamento delle Olimpiadi, ma non coprirebbe la riprogrammazione, e sarebbe utile solo in caso la prossima edizione si tenesse come da calendario tra quattro anni. Ecco perché, in caso di rinvio, è necessario procedere all’organizzazione dei giochi nel minor tempo possibile, entro il 2021. La fiamma olimpica continuerà a bruciare a Tokyo, simbolo della luce al fondo del tunnel, della speranza di ricominciare presto a vivere e di debellare il virus. Le olimpiadi 2021 manterranno il nome di “Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020”.

 

Autrice Avv. Valentina Dicorato

 

Autrice Carolina Tardito Baudin

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