LA “SCOMPARSA” DELLA LIMITATA RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI NELLE SOCIETA’ DI CAPITALI.

 L’art. 378 del c.d. Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha modificato e integrato la disciplina dettata, in particolare, da due articoli del Codice civile: l’art. 2476 e l’art. 2486. La riforma interviene, intaccando sensibilmente – se non, secondo alcuni interpreti, eliminando del tutto – l’autonomia patrimoniale perfetta delle società di capitali ed estendendo, in via diretta e solidale agli amministratori, la responsabilità del danno arrecato ai creditori per la mancata conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Approfondiremo, in questo primo articolo sul punto, la portata e le conseguenze delle modifiche introdotte all’art. 2476 c.c..

 

  1. Gli obblighi in capo agli amministratori

Il nuovo comma 6 all’art. 2476 c.c. impone, in capo agli amministratori di s.r.l. e di s.p.a., uno stringente dovere di prevedere adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, dalla cui inosservanza deriva una responsabilità – diretta e personale – nei confronti sia della società sia, laddove ne derivi la compromissione del patrimonio societario, dei creditori sociali.  

Pertanto, ai fini dell’individuazione della responsabilità degli amministratori, i giudici sono ora chiamati ad esprimersi sull’adeguatezza organizzativa, più che sulle condotte esteriori poste in essere, come avveniva in passato. Tuttavia, il tribunale non potrà operare un sindacato di merito quanto alla convenienza delle scelte gestorie, ma potrà accertare il corretto svolgimento del processo decisionale seguito dagli amministratori.  

Gli amministratori, quindi, saranno esonerati da responsabilità, laddove dimostrino di essere esenti da colpa e ove abbiano manifestato il proprio dissenso rispetto all’operazione, potenzialmente dannosa, compiuta da altri amministratori.  

 

 

  1. L’azione di responsabilità esperibile anche dai creditori sociali

L’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale costituisce il presupposto per l’esercizio dell’azione di responsabilità, la cui esperibilità è attribuita oggi anche ai creditori sociali. A tal fine, il creditore sociale dovrà fornire prova della concorrenza di tre presupposti:  

  • il pregiudizio patrimoniale, costituito dall’insufficienza del patrimonio sociale a soddisfare le rispettive ragioni di credito; 
  • la violazione da parte dell’amministratore degli obblighi, sullo stesso incombenti, relativi alla conservazione del patrimonio sociale; 
  • il rapporto di causalità tra pregiudizio e condotta.

Per la situazione di insufficienza del patrimonio sociale, conseguenza della mala gestio dell’amministratore, è sufficiente la violazione degli obblighi incombenti sull’amministratore. 

La norma in parola, pertanto, con l’introduzione di tale autonoma azione, presuppone che l’oggetto della pretesa del creditore sociale coincida con il diritto vantato dal medesimo nei confronti della società e rimasto insoddisfatto. L’amministratore sarà, quindi, aggredibile da parte di ciascuno dei creditori rimasti insoddisfatti e la sua responsabilità commisurata al danno patito dai creditori in conseguenza dell’insufficienza del patrimonio della società. 

 

  1. Una recente sentenza del Tribunale di Firenze

Il Tribunale di Firenze, con una recente sentenza del 21.12.2021, ha condannato gli amministratori di una s.r.l., riconoscendo la responsabilità di questi ultimi nei confronti dei creditori sociali per aver omesso il versamento di imposte, per aver indebitamente proseguito l’attività di impresa e per aver stipulato un mutuo, che ha trasformato un debito chirografario in debito privilegiato.  

La decisione è scaturita dalla presenza di indici di impresa negativi e, in particolare, dalla condotta degli amministratori, i quali avrebbero utilizzato i pochi introiti per fini differenti dalla conservazione del patrimonio sociale.  

In tale prospettiva, il Tribunale ha riconosciuto che la società non volgeva in uno stato di crisi tale da rendere impossibile il pagamento dei debiti, ma che, piuttosto, la causa dell’insufficienza del patrimonio sociale dipendeva dalla mancata attuazione, da parte degli amministratori, di scelte gestorie volte al risanamento e alla riorganizzazione della società, tali da mantenere la dimensione funzionale dell’impresa.  

 

Autore Avv. Francesco Marabeti

 

Minority Justice

Il nuovo evento in diretta Facebook tratterà il mondo dell’intelligenza artificiale.
Parleremo infatti di come lo sviluppo delle tecnologie algoritmiche incide su vari aspetti della nostra vita. In particolare, ci chiederemo come il lavoro dell’avvocato cambierà con l’avvento dell’intelligenza artificiale.

Un confronto al quale potrete partecipare con domande via chat.

Giovedì 9 luglio 2020 alle ore 18.00 in diretta sulla pagina Facebook di Lexchance

Conduce l’avv. Francesco Marabeti – Presidente di Lexchance S.t.a.

In collegamento con:

In collaborazione con Fweb Group.

Condividi sui social!

Viaggiare e soggiornare, cosa sta cambiando?

Un viaggio insieme a chi fa viaggiare per professione.

Il nuovo evento in diretta Facebook tratterà il mondo dei viaggi.
Parleremo di com’è cambiato il modo di viaggiare e soggiornare, come si sta comportando il viaggiatore tipo e come stanno affrontando il periodo i professionisti del settore.

Un confronto al quale potrete partecipare con domande via chat.

Giovedì 2 luglio alle ore 18.00 in diretta sulla pagina Facebook di Lexchance

Conduce avv. Francesco Marabeti – Presidente di Lexchance S.t.a.

In collegamento con:

In collaborazione con Fweb Group.

Condividi sui social!

The day after Covid

Scenari di ripresa:

Imprese, amministrazione locale e mercati finanziari a confronto.

 

 

Un evento in diretta Facebook per comprendere gli effetti della pandemia Covid-19 sui patrimoni delle famiglie, sulla liquidità delle imprese e le tutele dei cittadini del territorio.

Un confronto al quale potrete partecipare con domande via chat.

Giovedì 14 maggio alle ore 17.00 in diretta sulla pagina Facebook di Lexchance

Conduce avv. Francesco Marabeti – Presidente di Lexchance S.t.a.

In collegamento con:

In collaborazione con Fweb Group.

Condividi sui social!

Novità in materia di pignoramento prima casa: L.157/19

L.157/19: sospensione del pignoramento sulla prima casa in caso di rinegoziazione del mutuo ipotecario.

Il Decreto-legge 26.10.2019, n. 124, cosiddetto “Decreto fiscale”, contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”, è stato approvato definitivamente e convertito con la Legge 19 dicembre 2019, n. 157, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 24 dicembre 2019.

Si tratta del provvedimento che compone, insieme alla Legge di stabilità, la manovra finanziaria 2020.

Con la conversione in legge, è stato introdotto l’art.41-bis, rubricato “Mutui ipotecari per l’acquisto di beni immobili destinati a prima casa e oggetto di procedura esecutiva”, il quale prevede che il debitore consumatore soggetto a pignoramento che colpisce la sua prima casa potrà, ricorrendone determinati presupposti ed a certe condizioni, presentare al giudice dell’esecuzione richiesta di sospensione della procedura, al fine di rinegoziare il proprio mutuo/finanziamento con il creditore ipotecario di primo grado.

La norma concede, quindi, la possibilità al debitore esecutato in una procedura immobiliare avente ad oggetto la propria prima casa di rinegoziare il mutuo/finanziamento ipotecario di primo grado, con surroga nella garanzia ipotecaria esistente, con una banca terza, il cui ricavato deve essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere. Nel frattempo, la procedura esecutiva potrà essere sospesa.

Vi sono – tuttavia – presupposti essenziali per l’applicazione dell’art.41-bis.

Per quanto riguarda i requisiti soggettivi:

– il debitore deve essere qualificato come “consumatore” ai sensi del Codice del Consumo;

– non penda nei confronti del debitore una procedura di risoluzione della crisi da sovraindebitamento (L.3/2012);

– il creditore deve esercitare attività bancaria (art.10 TUB) o essere una società di cartolarizzazione del credito (L.130/1999);

Per quanto attiene invece  i requisiti oggettivi del credito:

– lo stesso deve derivare da mutuo ipotecario di primo grado sostanziale;

– il debitore deve aver rimborsato almeno il 10% del mutuo;

– il debito complessivo non deve essere superiore ad € 250.000,00, comprensivo di quanto previsto dall’art.2855 c.c..

E’ inoltre necessario che:

– sia pendente una esecuzione immobiliare sul bene oggetto di ipoteca;

– il pignoramento sia stato notificato tra il 1° gennaio 2010 ed il 30 giugno 2019;

– mancanza di altri creditori sul medesimo bene o nella stessa procedura.

L’istanza per l’accesso al procedimento previsto dall’art.41-bis, non deve essere mai stata presentata all’interno del medesimo procedimento esecutivo, deve essere presentata entro il 31/12/2021.

In relazione all’importo offerto, lo stesso deve essere alternativamente:

  • pari al 75% del prezzo d’asta successiva;
  • se la prima asta non è ancora stata fissata, pari al 75% del valore della CTU;
  • se il debito complessivo è inferiore al 75% dei predetti valori, l’offerta deve essere pari alla somma tra capitale ed interessi;

Il rimborso proposto può essere dilazionato per una durata massima di 30 anni.

In ogni caso, il mutuo dovrà essere estinto entro il compimento dell’ottantesimo anno di età del debitore (la norma riporta l’infelice locuzione “la sua durata in anni, sommata all’età del debitore, non superi tassativamente il numero di 80”)

Il creditore è sempre libero di rifiutare la propria adesione all’istanza ovvero di rigettare, anche successivamente alla presentazione dell’istanza congiunta, la richiesta di rinegoziazione avanzata dal debitore. E’ prevista, peraltro, la possibilità che la rinegoziazione o il rifinanziamento possa essere accordato ad un di lui parente o affine di terzo grado, che ovviamente rientri nei presupposti di cui al 2° comma.

Altra interessante novità è costituita dalla possibilità di accedere alla garanzia rilasciata dal Fondi di Garanzia per i mutui di Prima Casa, introdotto con la Legge di Stabilità 2014, nella misura del 50% dell’importo oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento.

Raggiunto poi l’accordo circa la nuova rinegoziazione/rifinanziamento, l’eventuale ulteriore cifra debitoria verrà – sostanzialmente – cancellata e non sarà più possibile richiederla da parte del creditore. Di fatto, pertanto, il debitore verrà esdebitato.

Al fine di comprendere pienamente la portata di questa riforma e valutarne i risvolti pratici, bisognerà tuttavia attendere l’emanazione dei decreti ministeriali – entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione – che definiranno il contenuto e le istruzioni per la presentazione dell’istanza, le modalità operative relative al Giudice designato,  il procedimento concreto di versamento della somma al Fondo di Garanzia per la prima casa, ed anche le modalità di segnalazione nell’Archivio della Centrale Rischi ed in quelli dei sistemi di informazione creditizia.

 

Autrice Avv. Elisa Macrì      Autore Avv. Francesco Marabeti

Powered by: Fweb Group