Diversity

L’importanza della diversità sul posto di lavoro

Quello delle donne e dei loro diritti sul posto di lavoro è un tema di dibattito costante. Sebbene si siano fatti passi avanti verso l’uguaglianza nella retribuzione e verso l’equità nei trattamenti,  basta osservare i dati per comprendere che la strada da percorrere è ancora lunga.

Nell’ambito legale, secondo una ricerca di Le Fonti Legal dello scorso anno, la percentuale di soci donne nei maggiori studi si aggira intorno al 20%, con dei picchi come nel caso dello studio Trevisan & Cuonzo, che vanta il 60% dei soci al femminile, o di Freshfields, dove la percentuale di donne in società è invece pari a zero.

Sebbene questi dati siano chiari ed evidenzino una tendenza ad avere perlopiù figure maschili in ruoli di management, non sono le cosiddette quote rosa a risolvere il problema della discriminazione o ad appianare le differenze tra professionisti. Questi dati quantitativi aiutano ad analizzare il punto di partenza e la società su cui è necessario lavorare, ma non sono metodi efficaci di cambiamento consapevole, a meno che non siano integrati con politiche di sensibilizzazione mirate.

La settimana scorsa abbiamo introdotto il concetto di “avvocato del futuro”, delineando una serie di valori necessari non solo a sopravvivere in un mondo in costante cambiamento, ma ad evolversi mentalmente per abbracciare una visione più moderna e fluida della professione.

Uno dei punti introdotti è stato appunto quello delle nuove figure in ambito legale, non necessariamente legate alla giurisprudenza, come quella dell’innovation officer, o, in alcuni casi, committee. Per quanto riguarda le pari opportunità, è senza dubbio necessario concentrarsi su politiche e iniziative pro-diversity come ad esempio la creazione di un diversity team: un gruppo di lavoro formato da avvocati e altre figure dello staff che si impegni in campagne finalizzate alla sensibilizzazione rispetto a temi quali la diversità di genere, l’orientamento sessuale o ancora il gender pay gap attraverso corsi, eventi, seminari, workshop collaborativi o pubblicazioni.

Il processo di sensibilizzazione può essere abbinato a varie strategie di inclusione e non discriminazione, come quella del lavoro flessibile rispetto all’ottimizzazione del tempo e degli spostamenti, aderendo a sistemi di telelavoro o smart working per ovviare all’ostacolo più evidente nella carriera della maggior parte delle donne: la conciliazione degli impegni della maternità con quelli professionali.

Lexchance è un giovane studio in espansione, e in questo momento di crescita è importante pensare al posizionamento rispetto all’inclusione e all’agevolazione delle colleghe donne, che al momento costituiscono il 60% della squadra, perché sebbene serva tempo per organizzare interventi mirati come quelli descritti nei paragrafi precedenti, il primo passo verso il cambiamento è quello di riconoscere l’importanza di un determinato tema. E’ nostra convinzione che un team diversificato abbia accesso a risorse inestimabili e che la cooperazione sia una delle chiavi dell’innovazione e per questo nel 2020 lo studio continuerà il percorso iniziato lo scorso anno facendosi portatore di un chiaro messaggio pro-diversity, con la partecipazione ad iniziative di sensibilizzazione e normalizzazione di pratiche che dovrebbero essere standard di tutto il mondo del lavoro.

Vero è che la maggior parte dei clienti, almeno in Italia, non sceglie professionisti e studi in base a questo tipo di impegno, ma per altre ragioni legate all’ambito di esperienza oppure ai metodi del legale in questione, ma è proprio a questo che serve il processo di sensibilizzazione: a cambiare anche il focus degli utenti, per favorire una scelta dettata anche dall’integrità e dall’apertura del team di professionisti.

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