IL CONTRATTO DI FRANCHISING

Cosa si intende per contratto di franchising

Per franchising (dal francese franchise, franchigia o privilegio) s’intende una forma di collaborazione continuativa per la commercializzazione di beni e/o servizi, tra un imprenditore – detto affiliante o franchisor – e uno o più imprenditori – detti affiliati o franchisee – economicamente e giuridicamente indipendenti. Tale contratto trova un’organica disciplina nella L. n. 129 del 06.05.2004.

Affiliante e affiliato stipulano un apposito contratto, con il quale si impegnano al rispetto di reciproci obblighi: l’affiliante – dietro corrispettivo – concede all’affiliato l’utilizzazione della propria formula commerciale, unitamente ad altre prestazioni e forme di assistenza atte a consentire allo stesso la gestione della propria attività con la medesima immagine dell’impresa affiliante. L’affiliato, viceversa, s’impegna a far proprie la politica commerciale e l’immagine dell’affiliante nell’interesse reciproco delle parti medesime e del consumatore finale.

Il successo del franchising

Nonostante le diverse condizioni generate dall’emergenza pandemica, il modello di franchising ha dimostrato una solida capacità di tenuta e adattamento, risultando oggi una scelta vincente. Infatti, secondo il Rapporto 2021 condotto da Assofranchising (Associazione Italiana del Franchising), il giro d’affari del franchising in Italia ha raggiunto i 27 miliardi di euro, con un incremento del 3,5% rispetto al 2019. Non solo, negli ultimi dieci anni, lo sviluppo delle imprese in franchising è raddoppiato, raggiungendo quota 877 imprese rispetto alle circa 400 dell’anno 2000. Tra i settori maggiormente attivi vi sono il Settore dei Servizi ai privati e alle imprese, il Settore dell’Abbigliamento ed il Settore della GDO. Quest’ultimo, pur avendo subito un calo significativo nella costituzione di nuove reti di franchising a seguito dell’epidemia da Covid-19, genera ad oggi oltre 9 miliardi di fatturato.

 

I vantaggi di aprire un franchising

I vantaggi per il soggetto che decide di intraprendere un’attività in franchising sono ampiamente noti. In estrema sintesi, l’affiliato – grazie alla riconoscibilità del marchio, alla consolidata reputazione aziendale, alla clientela già fidelizzata e all’assistenza continua da parte del franchisor – ha la garanzia di un agevole accesso al capitale e di una rapida espansione commerciale. In questo modo, la possibilità di inserirsi sul mercato avviene con costi e rischi notevolmente ridotti. D’altro canto, anche i vantaggi per il franchisor sono diversi: l’azienda madre, attraverso l’affiliazione commerciale di nuovi franchisee, radica la propria presenza attiva sul mercato, intensificando la distribuzione dei prodotti e valorizzando il proprio marchio con minori costi rispetto ai canali tradizionali di vendita.

Conclusione

È, dunque, di tutta evidenza il successo che un soggetto può ottenere dalla progettazione e messa a regime di sistemi di franchising. In tale contesto, è però opportuno, da un lato, che l’affiliato raccolga il maggior numero di informazioni sull’azienda madre, e dall’altro, che in sede di trattativa con il franchisor e di valutazione dell’affiliazione commerciale proposta si avvalga di un supporto professionale adeguato, in modo tale da acquisire tutti gli elementi utili prima della stipula del contratto. In tal modo è possibile assicurarsi, ad esempio, che il contratto non contenga clausole vessatorie e/o compromissorie, che il business plan non riporti dati erronei e che il know-how trasmesso dal franchisor si riveli del tutto evanescente. Ciò è tanto più importante laddove si consideri che l’affiliato in franchising risponde interamente della propria attività, in quanto imprenditore soggetto al rischio d’impresa.

 

 

virginia viale Autrice Virginia Viale

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