La concessione del sequestro conservativo sullo yacht nel corso del giudizio di appello: la Corte d’appello di Genova conferma l’ordinanza emessa in sede di sospensiva.

LA CONCESSIONE DEL SEQUESTRO CONSERVATIVO SUL BENE YACHT IN SEDE DI SOSPENSIVA IN APPELLO: LA CORTE D’APPELLO DI GENOVA EMETTE ORDINANZA EX ART. 351 – 771 c.p.c. E CONFERMA IL SEQUESTRO IN SEDE DI RECLAMO EX ART. 669terdecies c.p.c.

I FATTI PROCESSUALI: UNA SINTESI.

Il procedimento che ha dato origine ai provvedimenti della Corte d’Appello di Genova, Sezione Prima e Sezione Seconda, oggetto del presente contributo, viene introdotto da un ricorso autonomo ex artt. 283 – 351 c.p.c. che parte cantiere – appellante promuove, in corso di causa, per chiedere la sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado in punto “riconsegna dello yacht” e, in via di subordine, la concessione di una nuova misura cautelare nella forma del sequestro conservativo da disporsi sull’imbarcazione medesima.

Il contenzioso trae origine dall’azione giudiziaria introdotta da una società operante nel settore della cantieristica navale, assistita dal nostro studio, nei confronti di un armatore – proprietario di uno yacht battente bandiera straniera, a fronte del mancato pagamento di una consistente somma di denaro dovuta in ragione di attività di refitting e manutenzione di natura ordinaria e straordinaria effettuate sull’imbarcazione.

La predetta società ha ottenuto, prima dell’inizio del giudizio ordinario di primo grado, un sequestro conservativo sullo yacht, ubicato presso le sedi cantieristiche, sequestro che è stato confermato ripetutamente in corso di causa dal Tribunale, sia in forma monocratica che collegiale, e revocato, inaspettatamente, all’esito del giudizio.

Promosso appello da parte della società cantieristica unitamente all’istanza di sospensiva, il ricorso ex artt. 283 – 351 c.p.c. viene trattato autonomamente.

In sede di ricorso e in sede di discussione vengono messe in evidenza le ragioni che legittimano la società cantieristica a non poter dar seguito all’ordine di restituzione dello yacht, pena l’impossibilità di soddisfazione del proprio credito, nonché l’esigenza di ottenere nuovo sequestro conservativo, laddove quello concesso in primo grado sia divenuto inefficace.

 

LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE D’APPELLO DI GENOVA – SEZIONE PRIMA.

Con provvedimento emesso nel mese di Dicembre 2021 la Corte d’Appello di Genova, in accoglimento delle domande formulate da parte ricorrente – appellante (cfr cantiere), ha ritenuto di poter concedere un nuovo sequestro conservativo sullo yacht, impedendone così la riconsegna a parte armatrice, non essendovi alcuna circostanza di ordine fattuale e giuridica tale da poter escludere la sua concessione in sede di sospensiva e ritenendo configurabili le condizioni per una riforma della sentenza di primo grado.

Brevemente i motivi della decisione.

La Corte osserva che: “Ai fini dell’accoglimento dell’inibitoria, la Corte viene chiamata ad esprimere una valutazione riguardante la sussistenza di elementi di “fumus boni iuris” dell’impugnazione tali da far apparire, allo stato degli atti, sicuramente o probabilmente destinata ad incisiva riforma la sentenza appellata, dovendo essere prima di tutto chiarito che una tale valutazione non è preclusa nel caso concreto dal rigetto dell’istanza ex art. 283 c.p.c., la quale non implica l’insussistenza del fumus boni iuris, in quanto fondata unicamente sulla natura dichiarativa della pronuncia di revoca del sequestro alla quale consegue la disposta restituzione del bene sequestrato. (…) Se, dunque, si ammette che il giudice di appello compia, in sede di inibitoria, una valutazione di fumus boni iuris, in termini di probabilità di riforma della sentenza appellata, il che implica ovviamente, atteso anche il normale effetto devolutivo del giudizio di appello , una valutazione, sempre in forma sommaria e provvisoria, della fondatezza delle ragioni della parte appellante, non si vede perché si dovrebbe vietare una valutazione del tutto analoga con riferimento ad una richiesta cautelare come quella in esame, avuto riguardo alla particolarità del caso concreto, in cui la motivazione della sentenza considera irrilevanti ai fini del decidere due circostanze che invece appaiono – solo in via di sommaria delibazione e naturalmente riservata alla sede decisoria ogni ulteriore ed eventualmente diversa valutazione – rilevanti ai fini del decidere (…)”.

In secondo luogo, quanto alla configurabilità del c.d. periculum, il Collegio ha correttamente rilevato che: “è sufficiente fare riferimento alla circostanza che l’istante rischia di perdere la garanzia del proprio credito, vale a dire il privilegio marittimo ex art. 552 cod. nav., applicabile alle imbarcazioni da diporto ai sensi dell’art. 1 comma d.lgs n.171/2005, in forza del quale “Per quanto non previsto dal presente codice, in materia di navigazione da diporto si applicano le leggi, i regolamenti e gli usi di riferimento ovvero, in mancanza, le disposizioni del codice della navigazione” nonché “alla non trascurabile entità del credito azionato (…)”. E, ancora, “il sequestro della nave in questione, battente bandiera di stato estero, appare consentita anche in applicazione dell’art. 2 Convenzione di Bruxelles del 10/5/1952”.

La Corte ha, quindi, disposto un nuovo sequestro conservativo sull’imbarcazione ex artt. 669quater e 671 c.p.c.

 

LE CONCLUSIONI ALL’ESITO DEL GIUDIZIO DI RECLAMO EX ART. 669TERDECIES C.P.C AVVERSO L’ORDINANZA CAUTELARE EMESSA DALLA CORTE D’APPELLO DI GENOVA – SEZIONE PRIMA: LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE D’APPELLO DI GENOVA – SECONDA SEZIONE CIVILE.

Avverso il predetto provvedimento è stato promosso reclamo ex art. 669terdecies c.p.c. da parte armatrice davanti ad altra Sezione della Corte d’Appello. Concessi i termini per le difese ed esaurita la fase di discussione, la Corte ha rigettato il reclamo, ivi compresa l’istanza di revoca ex art. 684 c.p.c. formulata in via di subordine.

In relazione alla ritualità della domanda cautelare in sede di sospensiva, il Collegio ha osservato quanto segue.

Va respinta, altresì, l’eccezione preliminare formulata dal reclamante circa l’”irritualità del provvedimento impugnato, non emanabile in sede di trattazione dell’istanza di inibitoria”. Infatti, il sequestro conservativo può essere chiesto in corso di causa anche nel giudizio di appello e la Corte di Appello adita, cui è stata chiesta la concessione del sequestro conservativo in corso di causa, trattandosi del giudice del merito del gravame, ha accolto l’istanza, ritenendo configurabili i requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora posti a base dell’istanza di sospensiva, non essendovi alcuna preclusione in relazione alla sede nella quale concedere, in appello, la misura cautelare. Va notato che, avuto riguardo all’urgenza, che è un elemento normale, se non essenziale, della situazione che induce a chiedere il sequestro, la legge configura l’attività che conduce alla pronuncia del provvedimento cautelare come un procedimento a cognizione sommaria per il quale è sufficiente la delibazione del fumus boni iuris e del periculum in mora. Pertanto, se la Corte di Appello compie, in sede di inibitoria, una valutazione del fumus boni iuris e del periculum in mora, non vi sono ragioni ostative ad una analoga valutazione relativamente ad una richiesta cautelare quale quella in esame, non essendo ciò impedito nemmeno dal fatto che l’istanza di inibitoria è stata rigettata dalla Corte di Appello in quanto tale rigetto è derivato dalla natura dichiarativa della pronuncia.

 

CONCLUSIONI

Le recenti decisioni della Corte d’Appello di Genova confermano, pertanto, la ricostruzione giuridica offerta dalla nostra difesa in virtù della quale, laddove sussistenti i presupposti di fatto e di diritto, analiticamente argomentati, il sequestro conservativo possa essere concesso in corso di causa ed in sede di sospensiva in appello, laddove sia già ravvisabile una probabile riforma della sentenza di primo grado e sia necessario garantire la soddisfazione del credito della società cantieristica.

 

alessandra-labanca-lexchance  Autrice avv. Alessandra Labanca

INAMMISSIBILE IL RECLAMO CAUTELARE AVVERSO L’ORDINANZA DI CONFERMA DEL SEQUESTRO CONSERVATIVO SULLO YACHT.

I FATTI PROCESSUALI: UNA SINTESI.

Il procedimento che ha dato origine al provvedimento emesso dal Tribunale di Imperia in composizione collegiale in data 19 Aprile 2021, oggetto del presente contributo, viene introdotto da un reclamo ex art. 669terdecies c.p.c. che parte armatrice – ricorrente promuove, in corso di causa, avverso l’ordinanza di conferma della misura cautelare nella forma del sequestro conservativo disposta su uno yacht. Tale ultima ordinanza viene emessa dal Giudice del merito nell’agosto 2020, all’esito di un procedimento introdotto dalla stessa parte per la revoca del sequestro ex art. 669decies c.p.c. “Revoca e modifica”.

Il contenzioso trae origine dall’azione giudiziaria introdotta nell’anno 2018 da una società operante nel settore della cantieristica nautica, assistita dal nostro studio, nei confronti di un armatore – proprietario di uno yacht battente bandiera inglese, a fronte del mancato pagamento di una consistente somma di denaro dovuta in ragione di attività di manutenzione di natura straordinaria effettuate sull’imbarcazione.

La predetta società ha ottenuto, prima dell’inizio del giudizio ordinario, un sequestro conservativo sullo yacht, ubicato presso le sedi cantieristiche, fino alla concorrenza dell’importo dovuto oltre oneri, sequestro che è stato convalidato a seguito dell’introduzione del contradditorio e successivamente confermato in un primo reclamo ex art. 669terdecies c.p.c. promosso da parte armatrice. In sede di reclamo, il Collegio, condivise le ragioni del cantiere nautico, ha confermato la legittimità della misura, ritenendo sussistenti i presupposti della c.d. verosimiglianza dell’esistenza del diritto (c.d. fumus boni iuris) e del c.d. pericolo nel ritardo (c.d. periculum in mora).

Nel corso del giudizio di merito, l’armatore – proprietario ha promosso una serie di sub procedimenti volti ad ottenere la revoca della misura cautelare, tutti aventi esito negativo con conseguente reiterata conferma del sequestro.

Con l’ordinanza impugnata nel giudizio di reclamo concluso con il provvedimento che si analizza, il Tribunale di Imperia, in composizione monocratica, respinge l’istanza avversaria sul presupposto che le ragioni di fatto addotte dalla parte sequestrante siano fondate, anche all’esito dell’istruttoria esperita, e che le ragioni di diritto sostenute da controparte non possano giustificare la revoca del sequestro sullo yacht.

Nel termine concesso dal Collegio, la società resistente, assistita dal nostro studio, ha formulato in via preliminare una serie di eccezioni di natura processuale che, secondo il ragionamento prospettato dalla difesa, rendono inammissibile e/o improcedibile il ricorso avversario con conseguente conferma della misura cautelare sul bene yacht.

 

LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE DI IMPERIA.

Con provvedimento emesso in data 19 Aprile 2021 il Tribunale di Imperia, in composizione collegiale, ha accolto le eccezioni processuali formulate in via preliminare dalla società resistente ritenendo, in sintesi, che il reclamo avversario debba essere dichiarato inammissibile in quanto la parte ricorrente – armatrice ha utilizzato lo strumento del reclamo del tutto impropriamente ed a fronte di un provvedimento non impugnabile con tale rimedio.

Brevemente i motivi della decisione.

Il Tribunale di Imperia, dopo aver ricordato il principio generale della “tassatività” dei mezzi di impugnazione, da estendersi “anche alla “reclamabilità” dei provvedimenti di natura cautelare e, quindi e come nel caso in esame, anche di autorizzazione a disporre sequestro conservativo” e dopo aver riproposto l’analisi dei presupposti giuridici di cui all’art. 669terdecies, primo comma c.p.c., ha osservato quanto segue. In primo luogo, dal combinato disposto delle due premesse derivala non reclamabilità dell’ordinanza con la quale, nel corso del giudizio di merito, il Giudice abbia “rigettato l’istanza di revoca” del provvedimento cautelare (nella fattispecie di sequestro conservativo) proposta dalla parte in danno della quale, ante causam, esso era stato autorizzato; quanto precede risultando del tutto evidente come con tale provvedimento non venga né “concesso” né “negato” il provvedimento cautelare de quo”.

In secondo luogo, il Collegio ha correttamente rilevato la differenza tra i provvedimenti conclusivi il ricorso ex art. 671 c.p.c. e quello ex art. 669decies c.p.c. In sintesi, nel primo caso, il “Giudice (ante causam ovvero in corso di causa) – in assenza di un precedente provvedimento, esaminata la situazione e valutata ex novo la sussistenza dei presupposti – di fatto esercita il potere giurisdizionale attribuitogli in materia cautelare”. Nella seconda ipotesi, quale quella di “rigetto della richiesta di revoca” il “Giudice, (…), si limita esclusivamente a ritenere “non modificate” le ragioni poste a sostegno del provvedimento già in essere. Il provvedimento, pertanto, continua a fondarsi sulla precedente decisione.

In terzo luogo, il Collegio, condividendo una giurisprudenza consolidata richiamata nelle difese della società resistente, osserva come l’ordinanza emessa all’esito di un procedimento ex art. 669decies c.p.c. non possa essere oggetto di reclamo in quanto ammettere l’utilizzo di tale rimedio processuale consentirebbe “una costante e reiterata reclamabilità dell’ordinanza cautelare di cui si chiede la revoca, con la possibilità anche di eludere le preclusioni poste dall’art. 669 terdecies c.p.c.” (Tribunale di Messina, sez. II, 29 Novembre 2005). E, ancora, “tale rimedio non può estendersi automaticamente ed indifferentemente a qualsivoglia provvedimento in materia cautelare, così per quanto attiene alle ordinanze di cui all’art. 669 decies c.p.c. non sono reclamabili, quantomeno, quelle di rigetto dell’istanza cautelare di revoca” (Tribunale di Milano, 29 Agosto 2002).

 

LE CONCLUSIONI ALL’ESITO DEL GIUDIZIO DI RECLAMO.

La recente decisione del Tribunale di Imperia conferma, pertanto, l’orientamento giurisprudenziale che si ritiene condivisibile, in virtù del quale i provvedimenti emessi all’esito del procedimento ex art. 669decies c.p.c. (nel caso di specie, di conferma di sequestro conservativo) non possano essere oggetto di reclamo ex art. 669terdecies c.p.c.

 

 

  Autrice Avv. Alessandra Labanca

LA SORTE DEI CONTRATTI AL TEMPO DELLA PANDEMIA.

Il nuovo evento in diretta Facebook tratterà il mondo dei contratti.
Il webinar fornirà informazioni sulle possibili soluzioni , legali e negoziali, fruibili da coloro che, colpiti negativamente dalle conseguenze della pandemia, si trovano nell’impossibilità di dare adempimento alle obbligazioni contratte prima della diffusione del Coronavirus. Le possibili soluzioni esaminate sono sia quelle già contemplate nel codice civile prima dell’avvento del Covid-19, che quelle specificamente introdotte dalla normativa dell’emergenza.

Un confronto al quale potrete partecipare con domande via chat.

Giovedì 18 marzo 2021 alle ore 18.00 in diretta sulla pagina Facebook di Lexchance

Introduzione ai lavori il presidente di CDVM Antonio De Carolis.

Relatori del webinar:

In collaborazione con Fweb Group.

 

webinar lexchance

L’ATTIVITA’ DI CHARTER NELLA NAUTICA DA DIPORTO: I PRINCIPALI CONTRATTI DI UTILIZZO E LE ULTIME LINEE GUIDA PUBBLICATE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PER LA RIPARTENZA.

PREMESSA

Nella tarda serata del 17 Maggio, dopo una lunga video conferenza stampa sul tema ad opera dei vertici di Confindustria Nautica tenutasi nello stesso pomeriggio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso le Linee guida per i porti turistici, la navigazione privata, il charter e il diving. Ciò, dopo la ripresa delle attività inerenti la produzione e la cantieristica nautica e navale già dal 27 Aprile e la riapertura delle reti di vendita il 5 Maggio scorso. Il tutto tenuto conto delle attuali disposizioni governative relative ai limiti alla mobilità regionale e nazionale validi, al momento, sino al 3 Giugno.

Con specifico riferimento alla nautica da diporto, uno degli aspetti maggiormente dibattuti anche a livello locale è quello relativo all’opportunità o meno della restrizione agli imbarchi ai soli conviventi, circostanza che assume certamente un valore significativo in previsione dell’auspicata riapertura della stagione nautica.

Confindustria Nautica ritiene che l’unità da diporto, in ragione dell’intrinseca limitazione ai contatti sociali nonché della agevole possibilità di sanificazione, monitoraggio e tracciamento, offra il maggior grado di riduzione all’esposizione di contagio e di aggregazione sociale rispetto ad ogni altra attività turistica, motivo per cui insiste nella richiesta alla Ministra Paola De Micheli di rimodulazione di detti vincoli, auspicando nell’ampliamento della mobilità anche ai soggetti non conviventi.

 

I CONTRATTI DI UTILIZZO DELL’UNITA’ DA DIPORTO: INQUADRAMENTO GIURIDICO

Prima di considerare gli aspetti principali delle recentissime Linee guida emanate dal Ministero che interessano nello specifico l’attività di charter nautico, occorre delineare le caratteristiche di tale settore nell’ambito della nautica da diporto. Quest’ultima, riprendendo la definizione codicistica, si riferisce all’attività di navigazione in acque marittime a scopo sportivo o ricreativo nonché quella esercitata a scopi commerciali, effettuata a bordo di navi, imbarcazioni e natanti – questi ultimi tendenzialmente solo in acque interne- (art. 1 D.Lgs. n. 171/2005 s.m.i).

La premessa necessaria è che il c.d. charter nautico (letteralmente la parola “charter” è un termine inglese che sta ad indicare una forma di noleggio a pagamento di un mezzo di trasporto) non è configurabile come autonoma fattispecie giuridica: si tratta, infatti, di un’espressione che è ormai entrata nel vocabolario comune ed è talvolta utilizzata anche nei documenti ufficiali, cui sono riconducibili alcune forme contrattuali di utilizzazione delle unità da diporto, tra cui la locazione nautica, il noleggio ed il c.d. noleggio occasionale, singoli istituti giuridici esistenti e normati.

La caratteristica comune di tali fattispecie giuridiche, diverse fra loro, è quella di “scindere” la proprietà dell’unità da diporto dalla possibilità del suo utilizzo, che può essere effettuato anche da un soggetto diverso dal proprietario. Il rapporto tra il proprietario/armatore e l’utilizzatore è regolato dai contratti sopra richiamati, tenuto conto delle specifiche esigenze delle parti medesime.

Nell’ordinamento italiano i predetti istituti sono disciplinati dal c.d. Codice della Nautica da diporto (cfr D. Lgs. 18 Luglio 2005 n. 171 e s.m.i.), che, per quanto ivi non specificato, rimanda alle leggi, ai regolamenti e gli usi di riferimento ovvero, in mancanza, alle disposizioni del Codice della navigazione (approvato con R.D. 30 marzo 1942, n. 327, aggiornato al D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 61) ed alle relative norme attuative (art. 1, comma 3).

Il c.d. noleggio occasionale è stato introdotto con il D.L. 24 gennaio 2012 n. 1, cd. “Decreto del Fare”, poi convertito in legge dalla L. 24 marzo 2012 n. 27, il quale ha aggiunto al Codice della Nautica da diporto un nuovo articolo, l’art. 49-bis, rubricato appunto “noleggio occasionale”, limitato, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 3 novembre 2017 n. 229, che ha revisionato ed integrato il Codice de quo, alle sole imbarcazioni e navi da diporto iscritte nei registri nazionali.

Il contratto di noleggio, pur avendo qualche caratteristica in comune con il contratto di locazione, se ne differenzia nettamente per alcune diverse connotazioni giuridiche. Il contratto di locazione, infatti, si risolve nel mero trasferimento della disponibilità dell’unità da diporto a favore del conduttore, il quale si assume ogni onere e rischio connesso con la navigazione. Nel noleggio, per contro, in corrispettivo del nolo pattuito, il noleggiante si obbliga a compiere con l’unità da diporto una determinata navigazione ordinata dal noleggiatore, mantenendo per sé la disponibilità e la conduzione tecnica dell’unità da diporto.

Più nello specifico, con il contratto di locazione di un’unità da diporto, (artt. 42-46 del D.lgs. n. 171/2005 e s.m.i.) una parte (locatore) si obbliga a far godere all’altro (conduttore) tale bene per un tempo determinato verso pagamento di un certo corrispettivo (art. 42).

La stessa disposizione, al secondo comma, prevede, inoltre, che “con l’unità da diporto locata, il conduttore esercita la navigazione e ne assume la responsabilità ed i rischi”.

Il contratto di locazione (cfr art. 42, comma 3) delle imbarcazioni e delle navi da diporto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità ed è tenuto a bordo in originale o copia conforme; lo stesso vale per il contratto di sub-locazione e per quello di cessione.

Le disposizioni contenute nel successivo art. 43 regolano la scadenza del contratto di locazione e l’ipotesi di ritardata consegna dell’unità da parte del conduttore, mentre l’art. 44 disciplina la prescrizione dei diritti derivanti dallo stesso.

Per quanto concerne gli obblighi delle parti, ai sensi dell’art. 45 del Codice, il locatore “é tenuto a consegnare l’unità da diporto, con le relative pertinenze, in perfetta efficienza, completa di tutte le dotazioni di sicurezza, munita dei documenti necessari per la navigazione e coperta dall’assicurazione di cui alla legge 24 dicembre 1969, n. 990, e successive modificazioni.”.

Il conduttore, per parte sua, in virtù dell’art. 46, “è tenuto ad usare l’unità da diporto secondo le caratteristiche tecniche risultanti dalla licenza di navigazione e in conformità alle finalità di diporto”.

La semplice locazione comporta, quindi, un mero trasferimento della disponibilità dell’unità da diporto a favore del conduttore per un certo periodo di tempo ed a fronte della corresponsione di un canone, al termine del quale essa deve essere restituita al locatore.

Con il contratto di noleggio (artt. 47 – 49 del D.lgs. n. 171/2005 e s.m.i.) una parte (il noleggiante) mette a disposizione dell’altra parte (il noleggiatore) un’unità da diporto per un determinato periodo di tempo da trascorrere a scopo ricreativo in zone marine o acque interne di sua scelta, da fermo o in navigazione, a fronte di un determinato corrispettivo (c.d. nolo).

L’unità noleggiata, a differenza di quanto avviene nella locazione, rimane nella disponibilità del noleggiante alle cui dipendenze resta anche l’equipaggio.

Elemento formale essenziale del contratto è costituito dalla forma scritta: l’art. 47, secondo comma, prevede che: “Il contratto di noleggio o di subnoleggio delle imbarcazioni e delle navi da diporto è redatto per iscritto a pena di nullità e deve essere tenuto a bordo in originale o copia conforme”.

Con riguardo agli obblighi delle parti, il noleggiante deve mettere “a disposizione l’unità da diporto in perfetta efficienza, armata ed equipaggiata convenientemente, completa di tutte le dotazioni di sicurezza, munita dei prescritti documenti e coperta dall’assicurazione di cui alla legge 24 dicembre 1969, n. 990, e successive modificazioni, estesa in favore del noleggiatore e dei passeggeri per gli infortuni e i danni subiti in occasione o in dipendenza del contratto di noleggio, in conformità alle disposizioni ed ai massimali previsti per la responsabilità civile” (art. 48).

Il noleggiatore, a meno che sia diversamente pattuito, per l’intera durata del contratto “provvede al combustibile, all’acqua ed ai lubrificanti necessari per il funzionamento dell’apparato motore e degli impianti ausiliari di bordo” (art. 49).

Infine, con il c.d. noleggio occasionale, disciplinato dal successivo art. 49bis, i proprietari persone fisiche o società non aventi come oggetto sociale il noleggio o la locazione nonché gli utilizzatori a titolo di leasing di imbarcazioni e navi da diporto iscritte nei registri navali italiani possono noleggiare la propria unità in forma occasionale per un periodo non eccedente i 42 giorni nel corso dell’anno, senza che ciò costituisca uso commerciale dell’unità e con una serie di agevolazioni fiscali con riguardo alla tassazione dei proventi derivanti dal noleggio.

LE LINEE GUIDA MINISTERIALI DEL 17 MAGGIO 2020

Definiti, nelle loro caratteristiche essenziali, i contenuti dei più noti contratti di utilizzo nella nautica da diporto, di seguito i profili principali delle Linee guida pubblicate dal MIT nella tarda serata del 17 Maggio in relazione alla navigazione da diporto privata e commerciale:

 

  • Nelle attività da diporto la responsabilità individuale degli utenti resta l’elemento essenziale per rendere efficaci le ormai note misure di distanziamento sociale (evitare contatti ravvicinati; adeguata sanificazione degli ambienti; distanza interpersonale di almeno un metro; protezione del naso e della bocca per i passeggeri);
  • Disciplina delle attività con unità da diporto private: a bordo di unità da diporto private valgono, per analogia, le stesse regole previste per le unità abitative. La misura primaria resta il “distanziamento sociale” di almeno un metro, a meno che le persone presenti a bordo non vivano nella stessa unità abitativa. Anche i congiunti, se non conviventi, devono rispettare il distanziamento sociale di una persona per ogni metro lineare dell’unità. Obbligatoria in ogni caso la dotazione di dispositivi di protezione individuale per i passeggeri e l’uso di igienizzante per tutte le superfici;
  • Disciplina unità da diporto ad uso commerciale: Il numero massimo di persone trasportabili sarà stabilito sulla base della capienza dell’unità e sulla possibilità di attuare le misure di distanziamento sociale previste con la limitazione dei titoli di viaggio acquistabili e la predisposizione di dissuasori alla seduta (1 mt di distanza). Obbligatoria la dotazione a bordo di dispositivi di protezione individuale per ciascun occupante ed igienizzante per le superfici. Rimane l’obbligo di attenersi alla normativa per gli spostamenti nella Regione e tra le Regioni nonché il rispetto delle normative internazionali anti-contagio durante la navigazione fuori dalle acque territoriali nazionali.

Per le società che svolgono, in forma commerciale, attività legate al diporto o allo svolgimento di attività acquatiche (escursioni, diving, noleggio e locazione unità da diporto, pesca turismo), dovranno essere potenziati i servizi di pulizia delle unità impiegate e degli altri locali aziendali (biglietterie, magazzini);

  • Nella locazione dell’unità da diportosi applicano le stesse norme di prevenzione previste nel caso di utilizzo dell’unità da diporto privata. Sono consentiti alloggi nella stessa cabina soltanto a persone che vivono nella stessa unità abitativa. Il locatore sarà tenuto a sanificare, anche in caso di utilizzo ad ore dell’unità, tutti i locali – compresi quelli motori e servizi – così come dovrà dotarsi di adeguate provviste di prodotti igienizzanti oltre a cartellonistica informativa, redatta in più lingue, per sensibilizzare il locatario ed i suoi ospiti sulle necessarie misure igieniche da adottare.

Nel caso di ingaggio di uno skipper da parte del locatario si applicheranno le disposizioni previste nel noleggio per l’equipaggio.

  • Per il noleggio dell’unità da diporto sono previsti diversi obblighi in capo al noleggiante, all’equipaggio ed agli ospiti noleggiatori. Il noleggiante ha gli stessi obblighi del locatore: sanificazione dell’intera unità ad ogni utilizzo. Per l’equipaggio, l’utilizzo dei dispositivi di protezione è sempre obbligatorio durante tutte le operazioni di ormeggio, disormeggio, bunkeraggio ed eventuale rimorchio da parte di mezzi nautici dei marinai. E’, inoltre, previsto l’obbligo di sottoposizione preventiva (prima dell’imbarco) e periodica al test di positività al CoVid-19, il cui esito dovrà essere custodito a bordo, nonché di misurazione obbligatoria della temperatura con cadenza giornaliera. L’equipaggio dovrà, altresì, aver cura di impedire l’accesso a bordo di altre persone, quando l’unità si trova ferma in un porto o in una marina.

Per quanto concerne gli ospiti noleggiatori, valgono le regole generali sul distanziamento sociale e sulle misure di prevenzione interpersonali: in materia di distanziamento sociale, potrebbe non essere previsto un limite numerico (entro il massimo di 12 passeggeri previsto per il noleggio) solo nel caso in cui gli ospiti noleggiatori vivano nella stessa unità abitativa. In tutti gli altri casi l’armatore/noleggiante, deve prevedere una rimodulazione del numero massimo di persone ospitabili in funzione del suddetto parametro di una persona ogni metro di lunghezza lineare dell’unità, compresi i membri di equipaggio.

 

Al link che segue http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/fase-2bis-linee-guida-mit-per-il-trasporto-nautico-e-la-balneazione è possibile prendere visione nel dettaglio del provvedimento del MIT che prevede regole anche per i porti turistici, i centri diving e le attività subacquee  sportive e ricreative.

 

 

Autrice Avv. Alessandra Labanca

Il Decreto Cura Italia

Con il Decreto-legge n. 18 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2020 ed in vigore da tale data, c.d. “Decreto Cura Italia”, il Governo ha emanato alcune misure a sostegno dell’economia (e del Servizio sanitario), nell’intento di contenere le ricadute negative che l’emergenza epidemiologica COVID-19 sta producendo sul tessuto socio-economico nazionale, impegnando risorse pubbliche per circa 25 miliardi di euro e mobilitando finanziamenti per circa 350 miliardi.

Il Decreto Cura Italia è l’atto ad oggi più articolato adottato nell’ambito della legislazione collegata all’emergenza COVID-19, ma è stato preceduto già da decine di provvedimenti governativi (17, secondo il Sole 24 Ore, tra Decreti-legge, Decreti del Presidente del Consiglio, ossia gli ormai noti DPCM, Decreti Ministeriali, Ordinanze, Circolari e Protocolli), per non menzionare le numerosissime ordinanze e i decreti adottati dalle varie Regioni, ed il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già anticipato che ne seguiranno altri.

Come annunciato dallo stesso Premier, dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione del provvedimento tenutasi lo scorso 16 marzo, l’obiettivo principale del Decreto è garantire liquidità a famiglie ed imprese nonché fornire sostegno al mondo del lavoro.

Qui di seguito proviamo a riepilogare brevemente le principali misure adottate a sostegno delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori. 

MISURE FINANZIARIE E BANCARIE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ

 

Tra le principali misure finanziarie e bancarie a sostegno della liquidità, segnaliamo:

  • la moratoria finanziaria straordinaria sui mutui e finanziamenti per le PMI (art. 56), che prevede, ad istanza dell’interessato, la sospensione fino al 30 settembre 2020 di linee di credito, mutui e finanziamenti (purché non classificati come deteriorati prima del 17 marzo 2020); tale misura si applica a tutte le imprese aventi sede in Italia che occupano meno di 250 persone ed il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro;
  • il potenziamento del Fondo di garanzia PMI (art. 49), ad integrazione di quanto già previsto dal D.l. del 2 marzo 2020 n. 9 (art. 25), con l’ampliamento, per un periodo di 9 mesi, in favore delle PMI (come definite al punto precedente), delle possibilità di accesso alle garanzie del Fondo (per esempio, sono ammesse alla garanzia anche imprese che registrano tensioni con il sistema finanziario, purché non già classificate come in sofferenza o in stato di insolvenza, ed è consentita la garanzia su operazioni di rinegoziazione del debito); è, inoltre, innalzato a 5 milioni di euro l’importo massimo garantito ed è previsto l’avvio di una linea per la liquidità immediata (fino a 3.000 euro) con accesso gratuito e senza valutazione (che si affianca alle garanzie già attive senza valutazione sul micro-credito e sui finanziamenti di importo fino a 20.000 euro); l’importo massimo delle operazioni di microcredito è elevato a 40.000 euro; le disposizioni del Fondo sono estese al settore dell’agricoltura e della pesca e sono previsti incentivi per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico-alberghiero e delle attività immobiliari;
  • il supporto alla liquidità delle imprese non ammesse al Fondo di garanzia PMI (art. 57), con incentivi all’erogazione di finanziamenti da parte degli istituti di credito, tra cui la possibilità per Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. di supportare le banche, tramite specifici strumenti quali plafond di provvista e/o garanzie di portafoglio (c.d. loan by loan), anche di prima perdita (c.d. first loss) nonché la possibilità per lo Stato di concedere “controgaranzie” fino ad un massimo dell’80% delle esposizioni assunte da CDP S.p.A. e a condizioni di mercato; i requisiti e la procedura per la concessione delle predette garanzie saranno individuati con successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, assicurando comunque complementarietà con il Fondo di garanzia PMI;
  • l’estensione del Fondo di solidarietà mutui “prima casa” (art. 54), per un periodo di 9 mesi, anche a lavoratori autonomi e liberi professionisti che abbiano subito un calo apprezzabile del fatturato a causa dell’emergenza COVID-19 (occorre autocertificare di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra tale data e la data della domanda, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019), senza necessità di presentazione dell’ISEE; ricordiamo che il Fondo di solidarietà è disciplinato all’art. 2, commi da 475 a 480, della L. n. 244/2007 e s.m.i. nonché dal regolamento attuativo D.M. n. 132/2010 e s.m.i. e che, con il D.l. del 2 marzo 2020 n. 9 (art. 26), il Governo ne aveva già esteso i benefici ai lavoratori che abbiano subito la sospensione dal lavoro o una riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni;
  • l’istituzione di un Fondo a sostegno del settore agricolo e della pesca (art. 78), al fine di assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per la copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati  al  capitale  circolante  e  alla ristrutturazione dei debiti, per la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni su mutui  contratti dalle medesime imprese, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca.

 

MISURE FISCALI A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ

Il Decreto Cura Italia prevede, inoltre, un intervento ad ampio raggio di congelamento dei versamenti di imposte e contributi, tanto in favore delle imprese quanto delle famiglie.

Qui di seguito una selezione delle principali misure fiscali.

 

Proroghe per tutti i contribuenti, persone fisiche e non:

 

  • miniproroga di tutti i versamenti fiscali nei confronti delle pubbliche amministrazioni, compresi i contributi previdenziali ed assistenziali ed i premi per l’assicurazione obbligatoria, scaduti il 16 marzo 2020, sino al 20 marzo (art. 60);
  • sospensione di tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, con scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020; gli adempimenti sospesi potranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni; fanno eccezione solo gli adempimenti legati alla comunicazione dei dati degli oneri detraibili e deducibili della dichiarazione dei redditi precompilata (art. 62 co. 1 e 6);
  • sospensione dei versamenti con scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle emesse dagli agenti della riscossione, accertamenti esecutivi dell’agenzia delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento emessi dall’agenzia delle Dogane e atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali; i versamenti sospesi si dovranno effettuare in unica soluzione entro il 30 giugno 2020 (art. 68);

Proroghe per i contribuenti esercenti impresa, arte o professione:

 

  • estensione della sospensione, già prevista dall’art. 8 del D.l. n. 9/2020 per il settore del turismo, in favore di altri soggetti e settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria (tra cui enti museali, organizzazioni sportive, ristoranti, servizi per l’infanzia, enti del terzo settore, ecc.) a prescindere dal volume d’affari, dei versamenti delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituti d’imposta, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sino al 30 aprile 2020 (per le organizzazioni sportive il termine è ulteriormente prorogato al 31 maggio 2020); i versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 (30 giugno per le organizzazioni sportive) o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (giugno per le organizzazioni sportive) (art. 61 co. 2, 4 e 5);
  • sospensione dei versamenti relativi all’IVA in scadenza nel mese di marzo 2020 per soggetti e settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria, con versamenti da effettuarsi nei tempi e modi di cui ai commi 4 e 5 (art. 61 co. 3);
  • sospensione dei versamenti da autoliquidazione (Iva, contributi previdenziali ed assistenziali, ritenute alla fonte, trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, premi per l’assicurazione obbligatoria) in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020, per imprese, autonomi e professionisti con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro; i versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 (30 giugno per le organizzazioni sportive) o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (art. 62 co. 2 e 5)

 

Ulteriori misure fiscali:

 

  • rinvio del pagamento dei contributi Inps per il lavoro domestico (Colf): per i datori di lavoro domestico, sono sospesi i termini per i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020; i pagamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 10 giugno 2020 (art. 37);
  • credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti: è riconosciuto, a favore degli esercenti attività d’impresa, arte o professione, un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute e documentate per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un massimo di 20.000 euro; le disposizioni attuative sono affidate ad un successivo decreto (art. 64);
  • credito d’imposta per botteghe e negozi, riconosciuto a favore degli esercenti attività d’impresa, pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione di immobili rientranti nella categoria catastale C/1, relativo al mese di marzo 2020; il credito è utilizzabile in compensazione su F24 (art. 65);
  • credito d’imposta riconosciuto alle imprese che effettuino operazioni di cessione a titolo oneroso dei crediti deteriorati (sia di natura commerciale sia di finanziamento) (art. 55);
  • incentivi fiscali per erogazioni liberali volte a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus: sono detraibili dal reddito delle persone fisiche al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro (da inserire in Unico/2021) (art. 66);
  • menzione per chi non si avvale delle sospensioni per i versamenti: saranno previste, con successivi provvedimenti, forme di menzione per i contribuenti che sceglieranno di non avvalersi di una o più sospensioni dei termini di pagamento previsti (art. 71).

 

MISURE A SOSTEGNO DEL LAVORO

 

Importanti misure sono, inoltre, previste a sostegno del lavoro, sia al fine di ampliare il regime di applicazione degli ammortizzatori sociali sia allo scopo di sostenere le famiglie nella gestione dei figli a seguito della chiusura delle scuole o di familiari che necessitino di particolare assistenza.

Trattamenti di tutela, integrazione e solidarietà in caso di sospensione dal lavoro:

 

  • sospensione delle procedure di licenziamento: a decorrere dal 17 marzo e per 60 giorni (sino al 15 maggio 2020) è preclusa la possibilità di avviare procedure di licenziamento collettivo; sono, inoltre, sospese, nel medesimo periodo, le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020; è, infine, vietato al datore di lavoro il recesso dal contratto per giustificato motivo oggettivo sino alla scadenza del suddetto termine, indipendentemente dal numero dei dipendenti (art. 46);
  • estensione della cassa integrazione in deroga (CIGD) per tutti i lavoratori di imprese, anche quelle fino a 5 dipendenti, incluso il settore agricolo, quello della pesca ed il terzo settore, non coperte dagli attuali ammortizzatori sociali: il trattamento di integrazione salariale è riconosciuto per un periodo massimo di nove settimane, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data (art. 22);
  • estensione della cassa integrazione ordinaria (CIGO), applicabile ai datori di lavoro privato da 5 a 50 dipendenti, con l’introduzione di una causale unica speciale, «emergenza Covid-19», per semplificare le procedure d’accesso, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 di durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020 (art. 19);
  • passaggio da cassa integrazione straordinaria (CIGS) a ordinaria (CIGO) per COVID-19 per i datori che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di cassa integrazione straordinario, previa sospensione e sostituzione del trattamento di integrazione straordinario già in corso (art. 20);
  • assegno ordinario di solidarietà, in favore dei datori di lavoro che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà e sono iscritti dal Fondo di integrazione salariale (Fis), per un periodo massimo di 9 settimane in sostituzione del trattamento in corso (art. 21);

Misure a sostegno di lavoratori con figli fino a 16 anni:

 

  • congedo speciale con indennità pari al 50% della retribuzione per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, i lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps e i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni Inps, con figli fino a 12 anni (limite di età non applicabile in caso di gravi disabilità) rimasti a casa per la sospensione delle lezioni, a decorrere dal 5 marzo e per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 15 giorni; il congedo è anche retroattivo (può essere chiesto dal 5 marzo e sostituire l’eventuale congedo parentale già fruito senza retribuzione); spetta in via alternativa solo ad uno dei due genitori; è cumulabile con l’estensione dei permessi retribuiti di cui all’art. 24, ma non con il bonus baby-sitting; è sottoposto alla condizione che nel nucleo familiare non  vi  sia  altro  genitore  beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore (artt. 23 e 25);
  • diritto di astensione dal lavoro senza indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, per tutto il periodo di sospensione delle scuole; a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore; con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro; beneficio cumulabile con altri congedi specifici (artt. 23 co. 6 e 25);
  • bonus baby-sitting, pari a 600 euro, fruibile, in alternativa al congedo speciale e per i medesimi soggetti beneficiari, per l’acquisto di servizi di baby-sitting; il buono è aumentato fino a 1.000 euro per i lavoratori dipendenti del settore sanitario (artt. 23 co. 8 e 25);
  • incremento dei permessi retribuiti ai sensi della L. 104/1992: chi assiste persone disabili potrà chiedere fino a 12 giorni in più di permesso sia nel mese marzo che di aprile (salve eventuali limitazioni del beneficio per il personale sanitario in caso di necessità del SSN (art. 24);

Altre indennità, premi e bonus:

 

  • indennità per le partite Iva, pari a 600 euro per il solo mese di marzo, spetta ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione Separata Inps, nonché ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (artigiani, commercianti, lavoratori dell’agricoltura), che non siano titolari di pensione e non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, senza vincoli di reddito; l’indennità sarà erogata dall’Inps, su richiesta dell’interessato, e non concorrerà al reddito imponibile (le disposizioni attuative sono affidate ad un successivo decreto) (artt. 27 e 28);
  • bonus per i lavoratori stagionali del settore turistico e termale, pari a 600 euro per il solo mese di marzo, spetta nel caso in cui l’ultimo rapporto di lavoro sia terminato involontariamente (per licenziamento, recesso o decorrenza del termine) tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, a patto che non ricevano una pensione e che, al momento, non stiano lavorando come dipendenti; il medesimo bonus è fruibile anche dai lavoratori a tempo determinato del settore agricolo se nel corso del 2019 hanno lavorato in agricoltura per almeno 50 giorni; non è cumulabile con altre indennità (artt. 29 e 30);
  • bonus per i lavoratori dello spettacolo, pari a 600 euro per il solo mese di marzo, spetta ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo e reddito non superiore a 50.000 euro, a patto che, al momento, non stiano lavorando come dipendenti né siano titolari di pensione; non è cumulabile con altre indennità e non si applica ai percettori di reddito di cittadinanza ai sensi decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 (art. 38);
  • diritto al lavoro agile fino alla data del 30 aprile 2020, per i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, secondo le disposizioni di cui alla L. 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione (art. 39);
  • premio per i lavoratori dipendenti pubblici e privati esclusi dal lavoro agile, pari a non più di euro 100 per il mese di marzo 2020, da parametrarsi in base ai giorni lavorati nella propria sede nel mese in questione; non si applica ai lavoratori con reddito lordo superiore a 40.000 euro (art. 63);
  • istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19, al fine di garantire  misure  di  sostegno  al  reddito  per  i lavoratori dipendenti e autonomi che hanno cessato, ridotto o sospeso  la  loro attività o il loro rapporto di lavoro volto  a garantire il riconoscimento di una indennità sulla base di uno o più decreti attuativi da adottare entro 30 giorni da parte del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle  finanze (art. 44).

 

ALTRE MISURE

Il Titolo V del Decreto, intitolato “Ulteriori disposizioni”, contiene, infine, una miscellanea di misure, proroghe, previsioni operanti in vari settori, tra cui evidenziamo:

 

  • proroga della validità delle polizze RC auto di ulteriori 15 giorni, fino al 31 luglio: saranno pertanto valide per 30 giorni dopo la scadenza (art. 125);
  • proroga della validità dei documenti di riconoscimento e di identità sino al 31 agosto 2020 (non ai fini dell’espatrio) (art. 104);
  • erogazione di contributi alle imprese per la sicurezza e potenziamento dei presidi sanitari: è stanziato un contributo di 50 milioni di euro da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale (art. 43);
  • requisizioni di alberghi e macchinari: possibilità per i Prefetti di requisire in uso strutture alberghiere, ovvero altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in quarantena che non possano trascorrere tale periodo presso il proprio domicilio; le prestazioni saranno remunerate dalle Regioni con una somma di denaro a titolo di indennità (art. 6);
  • norme in materia di svolgimento delle assemblee di società: in deroga alle disposizioni del codice civile, il termine per la convocazione dell’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio è prorogato a 180 giorni (anziché 120) dalla chiusura dell’esercizio sociale; è, inoltre, consentito, anche in deroga alle singole disposizioni statutarie, lo svolgimento delle assemblee con modalità telematiche e l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza (art. 106);
  • proroga del referendum costituzionale: è prorogato il termine entro il quale è indetto il referendum confermativo della legge costituzionale per la modifica degli artt. 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, fissando in 240 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo ha ammesso il termine per lo svolgimento del voto (art. 81);
  • proroga dei termini di presentazione e adeguamento bilanci e statuti del terzo settore: per le organizzazioni disciplinate dal Codice del Terzo settore (organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale), i termini per l’approvazione dei bilanci e per l’adeguamento degli statuti al Codice del Terzo Settore sono prorogati al 31 ottobre 2020, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto (art. 35);
  • rimborsi di viaggi, eventi e contratti di soggiorno tramite voucher: le disposizioni di cui all’art. 28 del D.l. n. 9/2020, che prevedono il diritto al rimborso dei titoli di viaggio e dei pacchetti turistici mediante restituzione del prezzo versato o, a discrezione dell’Organizzatore, di un voucher del valore del prezzo versato della durata di un anno, sono estese, con decorrenza dall’8 marzo 2020, anche ai contratti di soggiorno (solo alloggio), ai contratti di acquisto della biglietteria per l’accesso a spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, per i quali si sia verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione a seguito delle misure adottate per il contenimento dell’emergenza epidemiologica; è, inoltre, riconosciuto al viaggiatore il diritto di recedere senza penali per impossibilità sopravvenuta, con diritto, in via alternativa, a scelta dell’Organizzatore, ad un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, al rimborso integrale dei pagamenti effettuati, detratte le adeguate spese sostenute dall’Organizzatore, o all’emissione di un voucher con scadenza minima di un anno; ogni trattamento più favorevole per il cliente è ammesso (art. 88).

Ai fini della piena attuazione di tutte le norme sopra illustrate non resta, quindi, che attendere l’adozione dei decreti attuativi mancanti, senza dimenticare, tuttavia, che il testo del Decreto-legge, seppure già in vigore, potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge; occorrerà, pertanto, rivalutare la portata di ciascuna disposizione all’esito della conversione in legge, che dovrà avvenire entro il 16 maggio 2020.

 

 

Trovate il testo completo del D.l. n. 18/2020 al seguente link: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario

 

Per consultare, invece, il testo del D.l. n. 9/2020, il link è il seguente: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario

 

Fonti:

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana

Il Sole 24 Ore

Il Post

 

Autrice Avv. Luna Ambrosino

Autrice Avv. Alessandra Labanca

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