Le reti di imprese: “coopetition” contro la crisi

27 Aprile 2021

Le reti di imprese: “coopetition” contro la crisi

Il perdurare dell’emergenza sanitaria continua a mettere a dura prova l’economia italiana, costituita principalmente da piccole e medie imprese, spesso troppo poco strutturate per affrontare l’instabilità economica e finanziaria derivante dalla pandemia.
Per sopravvivere nell’attuale panorama, diventa, quindi, fondamentale individuare strumenti in grado di stimolare la produttività e la crescita. Tra questi, l’ordinamento italiano mette a disposizione un sistema di collaborazione imprenditoriale chiamato contratto di rete.  

 

Cos’è la rete tra imprese 

La disciplina del contratto di rete è contenuta nell’art. 3 comma 4 ter D.L. n. 5/2009, convertito con L. n. 33/2009 s.m.i.il quale lo definisce come un accordo stipulato tra due o più imprese, non necessariamente con sede nello stesso territorio, finalizzato a creare una rete di cooperazione e reciproca collaborazione per lo svolgimento di una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali, allo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitivi sul mercato.
Più in dettaglio, si tratta di un contratto con il quale le imprese partecipanti stabiliscono, sulla base di un comune programma di rete, obiettivi strategici, diritti ed obblighi reciprocil’organizzazione interna della rete, incluse le modalità di adesione di future imprese, e le regole per l’assunzione delle decisioni su aspetti di interesse condiviso, pur mantenendo ciascuna la propria autonomia e la propria indipendenza giuridica ed economica.  

 

Uno strumento elastico ed adattabile alle esigenze concrete degli imprenditori 

Uno dei principali punti di forza di questo strumento è la sua elasticità, in quanto consente di graduare l’intensità del legame che sorge tra le imprese aderenti sulla base delle loro esigenze specifiche.
Le partecipanti, infatti, possono optare per un vincolo più “leggero”, costituendo una rete non dotata di soggettività giuridica (c.d. rete-contratto), con la facoltà di istituire un organo comune di gestione (dotato o meno del potere di rappresentanza) ed un fondo patrimoniale comune.
In alternativa, possono scegliere per un vincolo più “pesante”, creando un nuovo soggetto giuridico, (è il caso della c.d. rete-soggetto) oppure optando per forme di fusione aziendale.
In particolare, la fattispecie della rete-soggetto si configura stipulando il contratto di rete nella forma dell’atto pubblico, della scrittura privata autenticata o per atto firmato digitalmente e conferendo alla  rete soggettività giuridica autonoma, con l’iscrizione nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese; in tale ipotesi, l’istituzione del fondo patrimoniale e dell’organo comune è obbligatoria 

 

Perché la rete 

Il network di imprese è un’alleanza che realizza in concreto il proverbio “l’unione fa la forza”.
I vantaggi derivanti dall’adozione di questo modo di fare impresa sono numerosi, soprattutto nella realtà italiana (caratterizzata da imprese di piccole dimensioni, la cui competitività spesso risiede nel know how altamente specializzato), ed ancor più apprezzabili alla luce dell’attuale situazione emergenziale.
La cooperazione non preclude la competitività, anzi la favorisce.
Attraverso la condivisione di informazioni, prestazioni di natura industriale, tecnica o tecnologica e processi produttivi, le imprese completano le reciproche produzioni e forniscono un importante contributo innovativo alle altre.
In questo modo, le p.m.ipossono presentarsi sui mercati globali come soggetti più forti, essendo percepite quasi come un’entità unitaria, senza però rinunciare alla loro autonomia ed indipendenza.
Acquistando un maggior peso economico e contrattuale, possono aprirsi a nuovi mercati, accedere con più facilità al credito, partecipare a bandi regionali, nazionali ed internazionali e sviluppare economie di scala con una produzione in crescita, ma ad un minor costo.
Stimolo alla rete di imprese sono, inoltre, le agevolazioni fiscali e gli incentivi amministrativi, oltre che la possibilità di avviare progetti di ricerca e sviluppo anche in un’ottica di un’economia più green e sostenibile.  

 

Le novità introdotte dalla normativa “anticovid 

Le numerose opportunità offerte dall’istituto in commento per far fronte all’emergenza pandemica sono state colte dal Legislatore, il quale ha introdotto, con l’art. 43 bis della L. n. 77/2020 (Legge di conversione del c.d. Decreto Rilancio) e con l’art. 12 del D.L. n. 183/2020 (c.d. Milleproroghe), alcune novità in tema di contratto di rete con causale di solidarietà.
In breve, per gli anni 2020 e 2021, il contratto di rete può essere stipulato per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese di filiere colpite dalla crisi economica conseguente alla pandemia
In tali ipotesi, alle imprese retiste è data la possibilità di fare ricorso agli istituti del distacco e della codatorialità per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le altre aziende partecipanti alla retegarantendo così il mantenimento dei livelli occupazionali. 

 

 

avv. Luna Ambrosino Autrice Luna Ambrosino



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