LA PROCEDURA DI MEDIAZIONE COME STRUMENTO DI TUTELA IMMEDIATA DEI DIRITTI AI TEMPI DELLA PANDEMIA.

6 Maggio 2021

la procedura di mediazione

Il diffondersi del virus Covid19 ed il conseguente stato pandemico hanno imposto alle Istituzioni di adottare provvedimenti sempre più tassativi, che hanno inciso in maniera significativa sui diritti e sulle libertà dei cittadini, portando alla sospensione totale o parziale di molte attività sia dei singoli sia delle imprese. 

Da un punto di vista strettamente giuridico, tale situazione ha determinato un aumento del rischio di inadempimenti contrattuali, soprattutto in tema di rapporti di durata, ed al conseguente inevitabile ricorso alla giustizia civileche rischia di paralizzarsi proprio a fronte dell’insorgenza di numerosi contenziosi. 

Di fronte a tale scenario, ha assunto rilievo l’adozione sempre più frequente dei c.d. strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, come la c.d. procedura di mediazione, che consente, da un lato, la tutela dei diritti e degli interessi di persone fisiche e giuridiche ed in tempi più brevi rispetto a quelli della giustizia civile e, dall’altro, evita un sovraccarico del sistema giudiziario. La stessa Ministra della Giustizia Marta Cartabia, in occasione della propria relazione alle commissioni giustizia di Camera e Senato del 15 e 18 Marzo 2021, ha evidenziato come le forme alternative di risoluzione dei conflitti producono effetti virtuosi di alleggerimento dell’amministrazione della giustizia”. 

 

I vantaggi della procedura di mediazione.  

 

Tra i motivi di successo della procedura di mediazione ci sono sicuramente il ruolo di un Mediatore quale soggetto terzo ed imparziale rispetto alle parti, i costi più contenuti rispetto a quelli giudiziali ed immediatamente consultabili dai tariffari ministeriali, e la possibilità di raggiungere un accordo, avente peraltro valore di titolo esecutivo, in tempi realisticamente più brevi rispetto a quelli di un processo. 

A titolo esemplificativo, si consideri che, con l’inizio della pandemia, in conseguenza delle misure restrittive dettate per far fronte all’emergenza sanitaria, molte prestazioni contrattuali sono divenute eccessivamente onerose, rendendo in molti casi “impossibile” il corretto adempimento delle stesse. In tali ipotesiè possibile, in luogo della risoluzione del contratto, rinegoziarne i termini, non avviando necessariamente un giudizio, ma percorrendo una procedura alternativa e più breve quale quella della mediazione. 

 

La mediazione durante la pandemia. 

 

Idecreto-legge n. 28/2020, convertito in legge n. 70/2020, ha introdotto in tema di mediazione particolari novità, sancendo l’obbligatorietà del preventivo esperimento della procedura di fronte a violazioni di obbligazioni contrattuali conseguenti al COVID-19In tal modo, il Legislatore ha previsto un ampliamento delle materie per cui il previo esperimento della procedura di mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda. 

Con il predetto intervento normativo è stato altresì previsto che, con il consenso preventivo delle parti, gli incontri di mediazione possano svolgersi mediante sistemi di videoconferenza. L’avvocato, che sottoscrive con firma digitale, può dichiarare autografa la firma della parte assistita collegata da remoto e apposta in calce al verbale e all’accordo di conciliazione. Tale accordo, munito di sottoscrizione digitale del mediatore e degli avvocati delle parti, costituisce titolo esecutivoIl mediatore, dopo aver apposto la propria sottoscrizione digitale, è tenuto a trasmettere l’accordo così formato, tramite posta elettronica certificata, agli avvocati delle partiIn tali casi l’istanza di notificazione dell’accordo di mediazione può essere trasmessa all’ufficiale giudiziario mediante l’invio di un messaggio di posta elettronica certificata.  

 

La mediazione come risposta alla richiesta di celerità nel diritto. 

 

In conclusione, anche alla luce delle novità introdotte con il predetto decreto, si ritiene che il ricorso alla procedura di mediazione ed agli altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie possa soddisfare concretamente il bisogno di immediatezza di tutela dei diritti, che più che mai in tale momento storico è avvertito da molti soggetti giuridiciCome rilevato dalla Ministra Marta Cartabia, in occasione della richiamata relazione alle commissioni giustizia di Camera e Senatooccorre osservare che le soluzioni negoziali e di mediazione si renderanno tanto più necessarie nel contesto attuale, in cui gli effetti economici della pandemia stanno determinando forti squilibri nei rapporti giuridici esistenti. La giustizia preventiva e consensuale rappresenta una strada necessaria per il contenimento di una possibile esplosione del contenzioso presso gli uffici giudiziari quando cesseranno gli effetti dei provvedimenti che bloccano gli sfratti, le esecuzioni, le procedure concorsuali, i licenziamenti, il contenzioso bancario, ad esempio”. 

 

avv. graziella lapenta Autrice Avv. Graziella Lapenta



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