Il ruolo dell’Ingegnere Forense

5 Febbraio 2020

Vodka Martini, agitato, non mescolato

 

James Bond è l’eroe per eccellenza: bello, capace e soprattutto la parola “sbagliare” non appartiene al suo vocabolario. In caso di bisogno, chi non vorrebbe un James Bond al proprio fianco?

Tuttavia, solo la penna di Ian Fleming poteva creare un agente segreto al tempo stesso elegante, fascinoso e dotato di un eccezionale sense of humour: in una parola, perfetto!

Se ci spostiamo dalla fiction e ci caliamo nel “quotidiano”, gli eroi sono meno perfetti, i buoni non sempre vincono, la giustizia è un po’ meno esatta di quello che vorremmo … e soprattutto non tutti abbiamo la fortuna di poter guidare una Aston Martin e, all’occorrenza, farla saltare da un dirupo, esplodere o incendiare senza alcun problema.

Al contrario, in caso di incidente stradale di una certa gravità, noi comuni “mortali” dobbiamo preoccuparci (e non poco) di quali siano le effettive responsabilità nella causazione dell’evento e per fare ciò occorre che sia correttamente ricostruita la dinamica del sinistro.

 

L’Ingegnere Forense: un ruolo determinante nei processi

L’Avvocato chiama pertanto al suo fianco l’Ingegnere Forense, un professionista che ha dimestichezza non solo con gli argomenti tecnici, ma conosce a fondo anche tematiche trasversali quali la procedura giudiziaria e gli aspetti comunicativo-relazionali.

Solo dalla corretta ricostruzione tecnica dei fatti sarà possibile, per l’Avvocato (ed ovviamente il Magistrato), poter determinare ruoli e responsabilità dello specifico sinistro e, alfine, far valere interessi e diritti dei propri assistiti.

 

La moderna strategia di difesa prevede, tanto in campo civile quanto penale, che l’Avvocato e il suo Consulente Tecnico – che in questo specifico ambito sarà ovviamente un Ingegnere Forense – formino un collegio difensivo.

Infatti, non è solo la saggezza popolare a dire che “l’unione fa la forza”, ma anche la Suprema Corte di Cassazione, che con sentenza n° 35702/09 ha da tempo ridefinito il ruolo del Consulente Tecnico di Parte, affermando che il Consulente integra l’ufficio difensivo quando lo stesso non è in grado di adempiere al proprio ruolo, in quanto carente delle necessarie competenze tecnico-scientifiche.

Il contributo dell’Ingegnere Forense diventa quindi, allo stesso tempo, quello di “difensore” (tecnico) della Parte e mezzo di prova, dal momento che il suo apporto incide pesantemente sull’esito del processo, integrando e completando il contraddittorio e consentendo al Giudice di individuare lo scenario tecnico-scientifico più calzante rispetto ai dati oggettivi a disposizione.

Questo concetto, ossia che l’Ingegnere Forense sia in grado di offrire al Giudicante importanti elementi di valutazione, basati su cognizioni tecnico-scientifiche proprie di un esperto della determinata materia, era già stato sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza n° 498/89: “il consulente tecnico appartiene all’ufficio della difesa come è dimostrato anche dalle norme che lo equiparano al difensore nei diritti e nei doveri”.

 

Un caso reale

La nostra protagonista, che chiameremo Silvia, quel giorno era andata – come di consueto – a prendere il figlio all’asilo, per poi tornare a casa; mentre preparava la cena, sente suonare il campanello e trova personale in divisa della Polizia Locale che formula domande inconsuete: se possiede una certa autovettura, se era lei oggi pomeriggio a guidarla, in una certa zona della città, ecc. … e alla fine la domanda che lascia Silvia sbigottita: se era stata lei ad aver investito un ciclista.

Ne nasce un procedimento penale per omissione di soccorso in incidente stradale (art. 189 CdS) e Silvia deve difendersi da accuse che reputa tremendamente ingiuste, in quanto ritiene di non aver affatto investito un ciclista quel pomeriggio.

Eppure, due testimoni oculari giurano di aver visto un’auto (che non solo coincide per marca, modello e colore, ma anche per numero di targa!) a quella di Silvia urtare e far cadere a terra una bicicletta, peraltro in circostanze di tempo e di luogo perfettamente compatibili col tragitto che Silvia fa ogni pomeriggio tornando verso casa; come se non bastasse, sulla fiancata dell’auto la Polizia Locale rileva una “rigatura” ad una altezza giudicata compatibile con l’urto con il biciclo.

Nonostante un quadro accusatorio decisamente “pesante”, l’Avvocato che assume la difesa di Silvia non si dà per vinto e chiama al suo fianco un Ingegnere Forense, che si reca a rilevare tanto la platea del sinistro, quanto il danno presente sull’auto ed infine si procura una bicicletta identica a quella che si assume sia stata urtata, per una opportuna comparazione.

Il risultato di queste attività tecniche è decisamente sorprendente:

  • i testimoni oculari, dalla loro posizione, non possono aver visto l’urto, in quanto l’auto di Silvia si frapponeva sulla visuale: quindi, è estremamente verosimile che abbiano visto la caduta del ciclista al momento del passaggio dell’auto e ne abbiano dedotto un contatto;
  • la dinamica dichiarata dal ciclista è incompatibile sia in quanto punto di primo contatto bici-auto, sia in quanto compatibilità con l’altezza da terra della citata “rigatura”, a meno che il biciclo non stesse già autonomamente cadendo per altre cause (ad esempio, il fondo stradale assai irregolare in quel tratto);
  • in ogni caso, una abrasione superficiale come quella rilevata dalla Polizia Locale difficilmente poteva aver causato un rumore tale da allertare il conducente.

Sulla base di queste valutazioni tecniche, il procedimento penale veniva archiviato in quanto dalle “… considerazioni svolte dal consulente tecnico della difesa, emerge un ragionevole dubbio che la sig.ra [Silvia] si sia effettivamente resa conto del contatto … anche considerando la incerta compatibilità dei danni rilevati sui due mezzi”.  

Conclusioni

In conclusione, l’epilogo di questo caso-studio permette di apprezzare pienamente che, quando la causa è connotata da elementi tecnici come accade per il sinistro stradale oppure l’infortunio sul lavoro, l’Avvocato attento e scrupoloso si avvale sempre di un Ingegnere Forense fin dalle prime battute, perché solo creando una sinergia di squadra tra esperti del diritto ed esperti tecnici risulta possibile:

  • impostare correttamente la strategia, difensiva o accusatoria;
  • dialogare con le Controparti e/o con le Forze di Polizia per le dovute verifiche tecniche, avendo contezza anche degli aspetti procedurali;
  • fornire al Giudice gli elementi per correttamente valutare se vi sia stato, o meno, personale responsabilità dei protagonisti, tanto sul piano penale, quanto su quello civilistico.

 

  Autore Ing. Fabrizio Mario Vinardi



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