CORONAVIRUS, LE AZIENDE RICONVERTONO LE PRODUZIONI

31 Marzo 2020

FOCUS: PRODUZIONE DI DISPOSITIVI MEDICI

Il decreto Cura Italia, DL n.18 del 17 marzo 2020 – “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e impresse connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo e soprannominato “Cura Italia” è ora in vigore.

GLI INCENTIVI

Uno degli aspetti rilevanti del decreto consiste in finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto destinati alle imprese produttrici di dispositivi medici e di protezione individuale. La domanda di ventilatori e respiratori per la terapia intensiva e di mascherine come le FFP2 e le FFP3, infatti, è in costante aumento e proprio per questa ragione il governo ha stanziato un fondo da 50 milioni di Euro per l’ampliamento o per la riconversione della produzione di tali dispositivi e la domanda per ottenere il finanziamento è compilabile tramite una procedura semplificata online sul sito di Invitalia. Gli aiuti di Stato sono stati autorizzati in meno di 48 ore dalla Commissione europea, in modo da consentirne un veloce utilizzo, nell’ottica di rafforzare le filiere produttive del paese e di contrastare l’emergenza Coronavirus.

DATI

L’obiettivo è il finanziamento di progetti che vanno da 200.000 a 2 milioni di Euro ed è stato impiegato un sistema di premiazione della velocità. Dal momento che i dispositivi servono urgentemente, i mutui a tasso zero destinati alla copertura del 75% del budget di spesa possono diventare a fondo perduto a seconda delle tempistiche di completamento dell’investimento.

Durante la prima giornata del procedimento online, lo scorso 26 marzo, le domande presentate sono state più di 90, mentre quelle in compilazione ma non ancora completate erano circa 350.

Finora il totale delle domande presentate è di 340, mentre quelle in compilazione sono 847. La maggioranza delle richieste arriva dal Sud e dalle Isole, circa il 50 per cento, ma il dato più interessante è quello che riguarda la tipologia delle domande: infatti solo il 23% è mirato all’ampliamento della produzione, mentre il restante 77% è destinato ad opere di riconversione dell’azienda al fine di diventare produttrice di dispositivi medici. (Dati aggionati al 31/03/2020 fonte Invitalia )

L’IMPEGNO DELLE AZIENDE

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono molte le aziende, dalle più grandi alle minori, che si sono impegnate nel sostegno allo Stato e alla popolazione nella lotta al Coronavirus, nei modi più svariati. Numerose sono state le donazioni alla sanità pubblica e alla Protezione Civile, e molti si sono adoperati per riconvertire la propria azienda in modo da fornire dispositivi medici o per crearne con stampanti in 3D.

GRANDI AZIENDE

La Siare Engineering, già azienda produttrice di ventilatori polmonari per la terapia intensiva, ha preso la decisione di annullare tutte le commesse destinate ai mercati esteri (il 90% del fatturato) per poter concentrare tutti gli sforzi sulla produzione di macchinari per l’emergenza italiana. Per aumentare la produzione dei dispositivi, l’azienda ha allungato i turni di lavoro ed è ricorsa all’aiuto di tecnici dell’esercito.

I colossi del settore automobilistico, Fca e Ferrari, insieme a Magneti Marelli metteranno i loro impianti emiliani e i loro dipendenti a disposizione della Siare per la produzione della componentistica e l’assemblaggio di nuovi respiratori polmonari necessari per i pazienti nelle terapie intensive, strategia intrapresa nei giorni scorsi anche da General Motors e Ford e ventilata anche da Tesla, che intende riaprire la sua Gigafactory di New York per produrre ventilatori polmonari appena sarà possibile.

Inoltre, molte aziende del settore tessile si sono dedicate alla produzione di mascherine. In Lombardia la Di-Bi, produttrice di abbigliamento sportivo, ha convertito completamente la produzione, per concentrarsi sulla creazione di una protezione in grado di bloccare le particelle di saliva e proteggere dal virus.

I big della moda non si sono risparmiati, con Gucci, Prada, Valentino, Ferragamo e molti altri in Toscana che hanno avviato la produzione e donazione di mascherine e camici per il personale sanitario, e il Gruppo Armani che oltre ai 2 milioni di donazioni alle strutture ospedaliere italiane e alla Protezione Civile, ha annunciato proprio il 26 marzo la conversione di tutti i suoi stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il COVID-19.

ALTRI ESEMPI DI SOLIDARIETA

Altre aziende, come il Fablab di Milano, hanno impiegato la loro strumentazione per la stampa in 3D per produrre componenti come il raccordo ipsilon per usare due caschi CPAP con singolo venturimetro o le Valvole di Venturi e un caso particolare è rappresentato dall’azienda Isinnova, che oltre a produrre componenti in 3D per le aziende ospedaliere, ha assistito il Dott. Favero nel brevetto di una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling già in commercio, nel tentativo di compensare la mancanza di maschere C-PAP ospedaliere per terapia sub-intensiva, che sta emergendo come concreata problematica legata alla diffusione del Covid-19. Le istruzioni per la produzione di tale maschera a partire da un modello di maschera per snorkeling di Decathlon è sul sito di Isinnova.

 

CERTIFICAZIONI

L’introduzione di mascherine e altri dispositivi medici prodotti da aziende non preposte però ha sollevato il problema della certificazione di conformità. Il decreto Cura Italia prevede che siano i laboratori del Tecnopolo biomedicale di Mirandola e quelli dell’ateneo di Bologna a testare le nuove mascherine facciali.

I laboratori ricevono richieste da parte di neoproduttori italiani ma anche di distributori italiani di dispositivi provenienti dall’estero e svolgono prove meccaniche e batteriologiche per determinare la conformità dei dispositivi destinati al personale medico sanitario, che devono rispettare le norme EN 14683 (performance e sicurezza) e UNI 10993 (biocompatibilità), ma anche dei dispositivi di protezione individuale di uso comune, come le FFP1, FFP2 e FFP3, che devono essere conformi alla norma EN 149.

Come previsto, i due enti sono stati sommersi dalle richieste negli ultimi giorni, soprattutto di chiarimento, ma si stanno adoperando per fornire il miglior servizio possibile, considerando che serve un minimo di otto giorni per il test di ogni prodotto.

CONCLUSIONI

Il numero di aziende italiane determinate a lavorare a fianco dello Stato per debellare l’emergenza COVID-19 cresce a vista d’occhio, tramite le attività descritte sopra, ma anche tramite donazioni economiche e di servizi preziosi. Per un’ulteriore elenco di aziende impegnate in svariati modi nella solidarietà contro il Coronavirus, clicca qui SOLIDARIETA’ CONTRO IL CORONAVIRUS

 

 

 

Carolina Tardito, autriceAutrice Carolina Tardito Baudin



Articoli correlati

Lexchance non si ferma: con Donatella Mento pronta anche la sede di Brescia.

Dopo Torino e Roma, Lexchance apre anche a Brescia con l’integrazione dello studio dell’avvocato Donatella […]

Leggi l'articolo

Lexchance, Vittorio Aversano nuovo responsabile Head of IP & Brand Protection.

Lexchance rinforza il proprio organico con l’entrata di Vittorio Aversano in qualità di senior partner […]

Leggi l'articolo

Il caso “Booking.com” approda davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Con la sentenza n. 19-46 del 30 Giugno 2020 la Corte Suprema degli Stati Uniti […]

Leggi l'articolo

La ripartenza delle Pmi dopo la pandemia: la scommessa di start-up innovative e B-Corp

I dati incoraggianti che si stanno registrando in questi ultimi giorni sulla diffusione del Covid-19 […]

Leggi l'articolo

Minority Justice

Il nuovo evento in diretta Facebook tratterà il mondo dell’intelligenza artificiale. Parleremo infatti di come […]

Leggi l'articolo

TRE NUOVI INGRESSI PER LEXCHANCE

Lexchance annuncia l’ingresso di Nicolò Bussolati in qualità di Senior Associate, Francesca Aru in qualità di Of Counsel […]

Leggi l'articolo
Powered by: Fweb Group