Hard Brexit Exposed

19 Settembre 2019

hard brexit

Previsioni per un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordi.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è imminente e i preparativi per raggiungere un accordo che limiti i danni ai privati cittadini e alle imprese vanno a rilento. Il Regno Unito dovrebbe completare il processo di uscita entro il 31 ottobre 2019 e nelle ultime settimane si sono susseguite ardite dichiarazioni del nuovo PM Boris Johnson, sfavorevole a qualsiasi dilazione della data di uscita dall’UE, a costo di lasciare l’Unione senza un accordo. Cosa comporterebbe questa possibilità? Il governo inglese ha diffuso un documento ufficiale che riporta dettagli relativi a questo scenario, chiamato Operation Yellowhammer, che ha contribuito, con altre fonti non governative,  a chiarire alcune probabili conseguenze di una Hard Brexit.

 

Sul piano politico.

Quando il Regno Unito uscirà effettivamente dall’UE, tutti gli accordi pregressi con l’Unione cesseranno, e diventerà uno Stato Terzo a tutti gli effetti. Molti degli stati membri non sono favorevoli a instaurare degli accordi bilaterali, ma stanno implementando delle misure tutelari unilaterali per proteggere i propri interessi; per ora, infatti, l’unico accordo messo a punto è stato quello con l’Irlanda. Mentre è certo che tutti i cittadini dell’Unione Europea residenti nel Regno Unito manterranno ogni loro diritto, non è detto che questo valga per i cittadini inglesi all’estero, infatti la loro situazione dipenderà dai singoli stati membri, che al momento stanno redigendo proposte legislative al riguardo. Per chi viaggerà da e per l’Europa probabilmente aumenteranno i controlli di sicurezza al confine e questo non solo comporterà ritardi e disagi su tutta la linea, ma molti viaggiatori sceglieranno itinerari alternativi per comodità. Le conseguenze si rispecchieranno anche sul piano strettamente sociale, infatti il governo inglese sta già organizzando le forze dell’ordine in modo da gestire eventuali disordini pubblici e proteste che si prevedono nei mesi successivi all’uscita dall’Unione Europea.

 

Sul piano economico e fiscale.

L’economia e il commercio saranno necessariamente influenzati dalla mancanza di chiarezza degli accordi e la reattività delle imprese sarà poco uniforme, in base ai piani di contingenza. In tutti i settori si registreranno dei disagi più o meno intensi e duraturi, che si rifletteranno anche sulla qualità della vita soprattutto delle fasce più povere della popolazione.  Basti pensare all’inevitabile aumento dei prezzi di servizi e prodotti di uso quotidiano, come l’energia elettrica e il carburante. Inoltre, diminuirà la disponibilità di alcuni alimenti freschi e anche in questo caso i prezzi aumenteranno, causando disagio tra i consumatori, che almeno inizialmente acquisteranno in modo isterico peggiorando la situazione. Alcune imprese smetteranno di commerciare con il Regno Unito o trasferiranno le proprie sedi per evitare di pagare tariffe che le renderebbero poco competitive, altre continueranno, ma si verificherà probabilmente una perdita di posti di lavoro che creerà malcontento e proteste. Oltretutto, l’assicurazione sanitaria dei turisti e dei pensionati inglesi in UE sarà esattamente come quella dei cittadini di altri paesi terzi, con il rischio di doversi rivolgere alla sanità privata o di dover comunque avere un’assicurazione specifica, sostenendo delle spese elevate.

In caso di Hard Brexit la Francia ha già annunciato che sarà tempestiva l’implementazione dei controlli al confine e questo significa che verosimilmente il 50% -80% dei carichi che attraverserà la Manica nei giorni successivi non sarà a norma per i controlli UE e, considerato il traffico intenso e lo spazio limitato nei porti francesi per stoccare la merce, ci sarà un rallentamento e forse anche un blocco del traffico. Le previsioni indicano almeno tre mesi di disagi prima che ci sia un miglioramento della situazione logistica. In assenza di un deal, inoltre, si verificherà una profonda crisi legale, data dal fatto che non ci saranno istruzioni precise su come regolamentare il trasferimento di dati personali da e verso l’Unione Europea e il caos potrebbe durare anni prima che una nuova procedura venga definita.

Fiscalmente, verranno meno tutte le cessioni intracomunitarie da e per il Regno Unito, quindi ogni scambio sarà considerato import/export e questo provocherà un generico aumento dei costi, dazi alti su merci che l’Italia esporta nel Regno Unito e tempi più lunghi per il versamento dell’IVA. Senza le limitazioni UE, il Regno Unito avrà una discreta libertà nel modificare le aliquote su prodotti o servizi selezionati e soprattutto di estendere l’applicazione dell’esenzione IVA. Nell’eventualità di una Brexit senza accordi, ma anche nel caso contrario, sia il Regno Unito sia i singoli stati membri si sono impegnati a fornire canali di assistenza specifici per i contribuenti. L’Agenzia delle Entrate ha creato a questo proposito la piattaforma “Info Brexit”, attiva da aprile di quest’anno, che raccoglie domande e richieste specifiche e chiarisce i dubbi sulle conseguenze fiscali e l’applicazione di norme dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

 

Alla linea dura di Johnson si contrappone ad ogni modo quella dell’opposizione, guidata da Jeremy Corbyn, segretario del Partito Laborista, che ha risposto alla sospensione del Parlamento inglese richiesta da Johnson con una proposta appena diventata legge che impedisce al PM di uscire senza accordo il giorno 31 ottobre. La mozione Benn, passata alla Camera dei Lord negli scorsi giorni, obbliga infatti il PM a richiedere al Consiglio un ennesimo rinvio nel caso l’incontro del 17 ottobre non dovesse portare a un accordo definitivo, spostando così la data di uscita al 31 gennaio 2020. Questi ultimi giorni prima dell’incontro sono pieni di tensione, con un continuo botta e risposta tra personalità del Consiglio Europeo e il Primo Ministro inglese, che sembra rifiutarsi tuttora di ritardare la data definitiva della Brexit.

 

 

 

Carolina Tardito, autrice

Autrice Carolina Tardito Baudin



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