Lexchance vince sul rimborso spese dell’ausiliario del giudice

Il tribunale di Torino, con ordinanza dell’11 aprile 2019, ha accolto il ricorso pilota proposto da Fabrizio Mario Vinardi, segretario dell’ordine degli ingegneri della provincia di Torino, nell’interesse della categoria professionale da questi rappresentata, rappresentato dallo studio Lexchance, con i managing partner Francesco Marabeti Stefano Ponte, facendo chiarezza circa il pieno diritto al rimborso delle spese di viaggio ai sensi degli artt. 49 e 55 del testo unico spese di giustizia all’ausiliario del magistrato per l’espletamento dell’incarico di consulenza. Gli uffici amministrativi della procura della repubblica di Torino, infatti, avevano da tempo adottato un’interpretazione restrittiva della predetta norma, lesiva e pregiudizievole in danno dell’ausiliario del magistrato, il quale, seppur autorizzato all’utilizzo del mezzo proprio nell’esecuzione dell’incarico, si vedeva tuttavia negato il diritto al rimborso delle spese di viaggio nell’erroneo presupposto che le stesse fossero dovute unicamente se la trasferta avesse riguardato località distanti più di 10 km dalla sede di servizio. L’esiguo valore delle somme negate in base a tali argomentazioni ha da sempre disincentivato la contestazione della liquidazione operata dagli uffici giudiziari, ma grazie al ricorso vittorioso si è finalmente fatta chiarezza sul punto, ottenendo una pronuncia con cui non potranno essere più negati siffatti rimborsi.

Fonte: toplegal.it

Lexchance vince al Tar Piemonte per il Comune di Almese

Lexchance, con Stefano Ponte, con il supporto di Marco Briccarello di Barosio ha assistito vittoriosamente il Comune di Almese davanti al Tar Piemonte in un contenzioso amministrativo avente a oggetto gli interventi di contrasto alla ludopatia basati sul rispetto di distanze minime delle sale da giochi da luoghi sensibili previsti dalla legge regionale Piemonte 9/2016.

La sentenza ha stabilito che tale legge regionale persegue in via preminente una finalità di carattere socio-sanitario, estranea alla materia della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. Secondo il tribunale piemontese, la Regione deve pertanto avere la possibilità di dettagliare i luoghi in cui è consentito il gioco delle Awp (ossia degli apparecchi di intrattenimento di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps), limitandolo a contesti che non sono specificatamente deputati al gioco e che perciò sono potenzialmente accessibili da parte di un numero indefinito di utenti.

 

Fonte: toplegal.it

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