ANTIRICICLAGGIO E NUOVO D.L.gs.125/2019: SEMPRE ”UN PASSO AVANTI”.

12 Febbraio 2020

La ridefinizione dell’impianto del D.Lgs. 231/2007 e del D.Lgs. 90/2017, ha introdotto significativi cambiamenti in materia di Antiriciclaggio, ufficializzati con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. 4 ottobre 2019.

 

NOVITA’ DELLA V DIRETTIVA:

Quello di agevolare la “tracciabilità” per ogni tipo di flusso finanziario, nell’ottica del contrasto al riciclaggio di denaro di illecita provenienza è il punto cardine attorno a cui si articola la vigente direttiva sugli obblighi Antiriciclaggio. La V direttiva rappresenta un ulteriore passo avanti nella direzione di un equilibrio tra contrasto alle attività criminali e la necessità di “normalizzare” il funzionamento dei sistemi di pagamento.

Nello specifico i principali aspetti di innovazione del V decreto sono i seguenti:

. Estensione della cerchia dei destinatari degli obblighi della verifica adeguata;  tra i soggetti obbligati vincolati dalla normativa si annoverano: i prestatori di servizi di portafoglio digitale e di cambio tra valute virtuali  e valute legali; gli agenti in affari (che agiscono in veste di intermediari di locazioni di immobili con canone mensile  pari o superiore a 10 mila euro), i commercianti in oggetti antichi e opere d’arte anche (e soprattutto) quando fungono da intermediari nel commercio delle medesime opere con case d’asta o gallerie d’arte estere; le succursali (insediate in Italia) di intermediari assicurativi o broker aventi  sede legale e facenti capo ad uno Stato terzo.

. Ampliamento del ruolo degli organi di controllo e vigilanza;

. Accesso facilitato alle informazioni riguardanti la titolarità effettiva di soggetti diversi da persone fisiche e trust. Tali informazioni diventano accessibili ad un pubblico ben più ampio, fermo restando che i dati che possono essere diffusi restano nome, cognome, data di nascita, Paese di residenza, cittadinanza del titolare effettivo e informazioni di base sulle condizioni che lo qualificano come tale.

. L’introduzione di misure di adeguata verifica rafforzata per intermediari bancari e finanziari in relazione alla clientela che opera con paesi ad alto rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo.

. Analisi dei rischi connessi a strumenti di pagamento anonimi e utilizzo della valuta elettronica.

NELLO SPECIFICO: VALUTA VIRTUALE E MONETA ELETTRONICA ANONIMA       

Uno dei punti distintivi del nuovo V decreto, è la regolamentazione dell’uso della valuta virtuale. Che cos’è la valuta virtuale? Essa non è altro che un nuovo metodo di trasmissione di valore, che non avviene in modo “fisico”, ma in modo” digitale”, cioè tramite sistemi crittografici che rendono indecifrabili tali operazioni e che “preservano” il valore della valuta stessa.

Da qui, la particolare attenzione rivolta a due figure quali: “i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale”, definiti come soggetti che a titolo professionale forniscono a terzi servizi rivolti all’utilizzo, allo scambio, alla conversione e conservazione della valuta virtuale e “i prestatori di portafoglio digitali”, ovvero soggetti fisici o giuridici che forniscono a terzi (anche online) servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private dei propri clienti, allo scopo di preservare le criptovalute.  Con il nuovo decreto, si stabilisce che queste figure debbano essere soggette anch’esse ad obblighi di adeguata verifica della clientela, in modo da rendere “trasparenti” e per quanto possibile “visibili” tutte le operazioni di conversione di valute reali in virtuali e viceversa, sancendo così la fine dell’anonimato che da sempre contraddistingue questi scambi. L’altra novità del Decreto in tale direzione è rappresentata dal divieto di emissione e di utilizzo di carte prepagate anonime, con una considerevole riduzione dei limiti e degli importi massimi al di sotto dei quali non è necessario applicare misure di adeguata verifica (nello specifico euro 50). Le sanzioni di natura amministrativa previste all’art. 58. per l’omissione diventano applicabili oltre che agli intermediari bancari e finanziari di società fiduciarie, anche ai responsabili di revisione di società di revisione legale.

NUOVA ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

L’esercizio degli obblighi dell’adeguata verifica dovrà ora essere effettuato nei confronti dei soggetti già clienti degli obbligati, non solo quando si verifichi una variazione nel livello di rischio attribuito al cliente, ma anche nell’ipotesi di un’estensione degli obblighi sopravvenuti, regolati da norme emanate successivamente alla data in cui è stato acquisito il cliente. Da qui la necessità di ampliare i poteri ispettivi e di controllo della Autorità di vigilanza in materia di coordinazione dei rapporti interni e di natura internazionale e di rafforzare i poteri della FIU (Financial Intelligence Unit) con l’estensione della rete delle informazioni a loro disposizione e l’accesso diretto ad una “lista” di nominativi di soggetti considerati ad alto rischio (ad esempio persone politicamente esposte).  L’attenzione viene posta così, nello specifico, al legame e ai rapporti d’affari che essi instaurano (anche indirettamente) con altri soggetti terzi, i quali diventano ora oggetto di controlli diretti anche per quanto concerne la loro titolarità effettiva.

CONCLUSIONI E OSSERVAZIONI

Alla luce di quanto detto finora, possiamo affermare che il nuovo D.Lgs. 125/2019, che recepisce la V direttiva, arricchisce e potenzia gli aspetti fondamentali trattati nel precedente decreto il quale, tuttora, costituisce il principale strumento giuridico finalizzato alla revisione degli abusi del sistema finanziario internazionale per scopi di riciclaggio, con un ampliamento del campo di applicabilità di alcune istanze, e, per così dire, portandosi  sempre “un passo avanti”  in relazione alla capacità di prevedere e arginare i rischi legati alla nuova era digitale delle criptovalute.



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