Adozioni speciali: cosa sono?

28 Agosto 2019

adozioni speciali

Recentemente si è sentito parlare di “inedita svolta” in materia di adozioni, da oggi consentite anche a persone singole o a coppie di fatto, anche in caso di adottante di età avanzata, ma è necessario entrare nel dettaglio per comprendere appieno i cambiamenti cui l’ordinanza n. 17100 depositata il 26/06/2019 si riferisce.

La Corte di Cassazione ha effettivamente sdoganato negli ultimi anni la possibilità per le coppie di fatto e per i single di adottare minori, sebbene in casi definiti “particolari”. L’adozione in casi particolari è regolata dall’art. 44 della Legge n. 184/83 così come sostituito dalla legge n. 149/2001 e riguarda specificatamente i casi in cui vi sia un adottante imparentato con il minore fino al sesto grado unitamente a un minore orfano di padre e di madre, un adottante coniuge del genitore (anche se adottivo), un minore nelle condizioni indicate dall’art.3 della legge 104/92 che sia orfano di entrambi i genitori, oppure quando sia comprovata l’impossibilità di affidamento preadottivo.

Questo tipo di adozione prevede un procedura semplificata rispetto a quella per l’adozione legittimante, infatti si concentra molto meno sui requisiti soggettivi dell’adottante, e quindi sugli artt. 6 e 7 della legge n. 184/83 e molto di più sui migliori interessi del minore e sulla qualità del legame affettivo tra quest’ultimo e chi se ne è preso cura. Non occorre accertare lo stato di abbandono del minore, non è necessario che gli adottanti siano una coppia coniugata e non è prevista una fase intermedia di affidamento. E’ però necessario il consenso dell’adottante e del minore, nel caso sia di età maggiore ai 14 anni. Entrambi i consensi tuttavia possono essere revocati fino alla pronuncia della sentenza di adozione. Inoltre, l’adozione speciale può essere revocata su richiesta dell’adottato o dei suoi congiunti, dell’adottante o dal Pubblico Ministero, nel caso sussistano le condizioni necessarie, come l’indegnità di una delle parti oppure la violazione dei doveri dell’adottante.

L’Ordinanza n. 17100 del 26 giugno 2019 riguarda proprio un caso di adozione speciale, poiché la Corte di Cassazione ha garantito la tutela di un minore affetto da tetraparesi spastica ad una donna non sposata di 62 anni che lo accudiva dal 2010, respingendo il ricorso dei genitori del minore, ormai decaduti dalla responsabilità genitoriale. Per prendere questa decisione, la Suprema Corte si è concentrata principalmente sull’art. 44, lettera d) della legge, che permette di dare in adozione minori anche in contrasto con l’art.7 della medesima legge, quando sia constatata l’impossibilità di affidamento preadottivo.

Nonostante alcuni titoli e articoli possano risultare semplicistici, esaltando la svolta che l’Ordinanza avrebbe recato in materia di adozioni, non è da sottovalutare l’eco che può derivare da questa e da altre sentenze simili pronunciate negli ultimi anni in Italia. Si evidenzia una tendenza ad andare oltre i requisiti, spesso stringenti, richiesti agli adottanti, per enfatizzare l’aspetto umano del solido legame affettivo tra il minore e i genitori adottivi.



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